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Ingegneria, un professionista sempre più qualificato

L’ingegneria della tutela dell’ambiente, del risparmio e della tutela dei cittadini. E’ la figura delineata da Giovanni Rolando,  presidente nazionale dell’Ordine degli Ingegneri, che AmbienteAmbienti ha intervistato in occasione del 56^ Congresso nazionale degli Ingegneri dal 6 al 9 settembre.

Il presidente dell'Ordine nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando

Gli ingegneri italiani si riuniscono al Sud. Perché proprio a Bari?

 
«Questo appuntamento annuale si differenzia dagli altri perché è il primo congresso nazionale che si tiene dopo una manovra finanziaria che prevede forme forti di riforma delle professioni. E’ inoltre un congresso caratterizzato dall’attenzione al panorama energetico nel mondo al 2020 e da un focus sulle reti ad alta tecnologia che sono importantissime per qualsiasi attività: banche, poste, telecomunicazioni. Queste reti devono essere progettate, codificate, controllate e dirette da professionisti, quali gli ingegneri, che abbiano la qualifica professionale idonea. Chiederemo al Governo una riserva di queste reti per questa categoria».

L’ingegneria si deve confrontate anche sulle tematiche ambientali. Qual è la sua riflessione?

 
«E’ necessario passare sempre di più all’ingegneria del risparmio, nel rispetto dell’habitat naturale e della sicurezza, sempre per la tutela dei cittadini. Nel pensare solo al proprio sviluppo, il genere umano ha superato il tasso di rigenerabilità di molte risorse materiali ed energetiche. E’ essenziale, quindi, concentrarci sulla salvaguardia della biosfera e delle risorse naturali».

In Puglia, per l’appunto, sono presenti i distretti dell’edilizia sostenibile e dell’energia

 
«E’ un dato riconosciuto che la Puglia sia abbastanza avanti per l’energia. Le politiche energetiche sono scelte di fondo che il Governo deve fare in alcune regioni. La politica energetica nazionale si rifà a quella europea. Bisogna produrre energia al momento giusto”.

Un altro ambito sono i nuovi materiali. Che ne pensa?


«Bisognerà trovare e confrontarsi con i nuovi materiali. L’ingegnere è la figura che deve trasformare la scienza in tecnologia. Alcuni materiali addirittura teorici possono diventare veri. E’ chiaro che il futuro va sempre verso nuovi materiali».

Nella riforma delle professioni, quindi, qual è il ruolo degli ingegneri?


«Le leggi che codificano le professioni sono molto vecchie. Occorrono nuovi metodi di lavoro. I regolamenti devono prevedere l’aggiornamento continuo. Un’altra cosa importante è la magistratura professionale che prevede il processo per i professionisti che commettono abusi».

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