Inceneritore NEWO, anche Legambiente dice “No!”

L’associazione ambientalista si schiera con le istituzioni locali e i Comitato No Inceneritore per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente

Legambiente esprime soddisfazione per la presa di posizione del Comune di Bari che “ritiene che la Determina Dirigenziale regionale, riguardante le modifiche progettuali dell’impianto di incenerimento proposte dalla società NEWO S.p.a., non ritenute assoggettabili alla procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA e/o procedura diretta di VIA, merita di essere impugnata. Legambiente sin dall’inizio ha sostenuto ed accompagnato, con i propri esperti nella parte urbanistica ambientale, l’azione del Comitato NO INCENERITORE, al fine di perseguire una operazione verità che faccia chiarezza sulle procedure adottate e sulla qualità dell’intervento in ordine alle direttive comunitarie che prescrivono, in materia di incenerimento, una specifica istruttoria di carattere tecnico e scientifico, da attuare in contraddittorio con le popolazioni rappresentate dai Sindaci dei Comuni interessati all’impianto.”.

«La stessa Legambiente nella presentazione del proprio Recovery Plan sottolinea e punta a una green society, che innova i processi produttivi e dà risposte concrete alle gravi emergenze che stiamo vivendo. La transizione ecologica non può attendere oltre: occorre dare slancio a progetti attenti alle dinamiche ambientali, che mettano al centro la riqualificazione energetica, la gestione sostenibile delle risorse e il recupero e riuso dei materiali, promuovendo modelli produttivi basati su eco-innovazioni di processo e prodotto. Un piano nazionale di ripresa non può prescindere da eco-investimenti ad ampio raggio, per la riduzione dei gas climalteranti e la valorizzazione e il recupero dei vari ecosistemi, per un Paese realmente più pulito, vivibile, giusto e innovativo. Oggi, pertanto, parlare ancora di inceneritori è sintomo di una politica vecchia e poco attenta alla sostenibilità ambientale. Oggi non è più accettabile discutere ancora di modelli di gestione dei rifiuti antiquati e che nulla hanno a che fare con la transizione ecologica» – dichiarano congiuntamente i presidenti del Circolo di Bari Roberto Antonacci e del Circolo di Palo del Colle Stefano Dellinoci.

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