Incendi boschivi, la Puglia prova a prevenire i danni con il “fuoco prescritto”

incendio bosco

Le Commissioni Agricoltura e Ambiente della Regione Puglia hanno approvato all’unanimità la proposta di legge. Obiettivo: evitare gli incendi estivi preservando l’ecosistema


Il moltiplicarsi dei roghi d’estate è una piaga anche per la Puglia. Dal Salento al Gargano, ettari di boschi vengono letteralmente “mangiati” dalle fiamme che divampano a causa del gran caldo. Per cercare di porre rimedio a tutto questo, la IV Commissione Agricoltura oggi ha approvato all’unanimità la proposta di legge per la pianificazione del cosiddetto “fuoco prescritto”, un metodo già usato in passato negli Stati Uniti e in Australia e che allo stato attuale, in Italia, sta interessando anche la Campania.

La proposta di legge, a firma del consigliere regionale Cristian Casili, era già stata approvata in V Commissione Ambiente il mese scorso. Quello di oggi, dunque, è un ulteriore passo in avanti verso l’approvazione definitiva in Consiglio con l’obiettivo di redigere delle Linee guida chiare e valide per tutti.

«Vedere ettari di boschi divorati dalle fiamme è qualcosa che non possiamo più tollerare. Dobbiamo e possiamo lavorare sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione dei cittadini. Ma dobbiamo farlo in fretta soprattutto per questa particolare fase dell’anno in cui la nostra regione vive nella morsa di un caldo anomalo e i roghi si moltiplicano» ha detto il consigliere Francesco Paolicelli, presidente IV Commissione.

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«La tecnica del fuoco prescritto mira anche a conservare gli ecosistemi e gli habitat -ha osservato Paolicelli – in particolare l’impatto ecologico di questa tecnica risulta essere inferiore rispetto a quello di un incendio che evolve in modo incontrollato. Ad oggi, in Italia, la Campania è la sola regione ad essersi dotata di norme su questa tecnica».

La legge ha incassato anche il “si” dell’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia.

Come funziona il fuoco prescritto?

Ma come e dove si attua? Innanzitutto servono esperienza, consapevolezza e autorizzazioni a intervenire. L’obiettivo è appunto quello di prevenire gli incendi boschivi e tutelando la messa in sicurezza delle zone di interfaccia urbano-foresta. In questo modo è anche possibile favorire la gestione delle risorse pastorali per migliorare la produzione foraggera in pascoli e incolti produttivi e attuare interventi per una gestione razionale dei fuochi pastorali, soprattutto nelle aree ad elevata frequenza di incendi e interventi di carattere colturale in ambito agro-forestale: l’utilizzo del fuoco prescritto è, ad esempio, utile per provvedere all’abbattimento di eventuali cariche patogene.

«Parliamo di una grande opportunità per la Puglia – sottolinea Cristian Casili – l’impatto ecologico del fuoco prescritto infatti è di molto inferiore rispetto a quello di un incendio che evolve in maniera incontrollata. Operando nelle stagioni in cui la fauna non nidifica, con temperature dell’aria basse e un’alta umidità del suolo, il fuoco procede con intensità e severità molto basse, liberando meno fumo e inquinanti, e non altera le caratteristiche del suolo. In questo modo si consuma solo una piccola frazione della vegetazione, quella più infiammabile, e si lascia integra la restante parte. Di conseguenza, in caso di incendio estivo, le squadre antincendio si troveranno a fronteggiare, nelle zone preventivamente trattate con fuoco prescritto, fronti di fiamma meno intensi che possono essere controllati con maggiore facilità e minori rischi».

Un’arma in più contro gli incendi, che vuol essere più economica ed efficace rispetto agli interventi tradizionali, e rispettosa per gli ecosistemi nella gestione conservativa delle aree protette.

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