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In Puglia ulivi monumentali a rischio?

Per il loro alto valore simbolico gli ulivi devono essere tutelati in Puglia con forza maggiore rispetto alle altre regioni

L’immagine dell’ulivo, pianta coriacea e longeva, da sempre è associata alla Puglia dove gli esemplari tra i più belli e affascinanti al mondo hanno un legame imprescindibile con il paesaggio, la sua storia e la sua economia. In questa regione gli ulivi sono coltivati da generazioni di agricoltori e superano i 60 milioni di esemplari (con un rapporto di 14 alberi per abitante) e quelli dichiarati “monumentali” sono oltre 5 milioni. Logico quindi che la regione Puglia si attivasse per salvaguardarli, anche in virtù del forte valore simbolico che questa pianta ha da sempre avuto.

Un po’ di storia –  La pianta o i rami dell’ulivo sono molto presenti nell’araldica civica italiana. In araldica l’olivo è emblema di pace, vittoria, fama e gloria immortale. Le suggestioni religiose ad esso collegate sono un fenomeno impressionante che desta sorprese; l’olio di oliva ha da sempre bruciato nei templi egizi dedicati a Ra, il Dio del Sole; alimenta lumi nel Tempio di Salomone a Gerusalemme e arde nelle chiese, nelle moschee e nelle case dei fedele più devoti dinanzi a simulacri e immagini sacre. L’olio unge i credenti, infonde speranza, forza e salvezza. Scandisce la nascita e la morte. L’ulivo è considerato sacro dalle civiltà di fenici, ittiti, greci e, prima ancora, delle grandi religioni monoteistiche; le sue fronde sono simbolo di pace, onore e vittoria e con il suo olio sono stati consacrati Sacerdoti e Vescovi. È l’albero più famoso della storia e della mitologia tanto che ne parla Omero: il talamo nuziale di Ulisse e Penelope era di legno di ulivo, lo era la clava del Ciclope. Di legno di ulivo era il manico della scure di Menelao; e di legno ulivo era la clava di Ercole; L’olivo fu fatto spuntare da Minerva (Atena) durante la disputa contro Nettuno per dare un nome alla città fondata da Cercrope nell’Attica. Nel calendario celtico un solo giorno è dedicato all’Ulivo, il 23 settembre, giorno dell’equinozio d’autunno. Per salvaguardare un patrimonio storico, naturale, culturale, antropologico e paesaggistico, per porre fine all’espianto selvaggio degli esemplari più belli venduti e commercializzati illegalmente, la giunta regione già nel 2007 aveva approvato la Lr n. 14 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”.

Osservando il tronco con attenzione e con un briciolo di fantasia si può vedere il profilo di Dante Alighieri, naso e mento pronunciati, l'occhio incavato e con tanto di fronde - foto di Gianni Avvantaggiato

Nei giorni scorsi però a seguito di un disegno di legge di modifica ed integrazione presentata da un consigliere regionale si è riunita la V Commissione permanente competente per settore.
Le modifiche – Il ddl prevede di inserire nell’art. 3 comma 1, una voce che preveda di integrare la commissione tecnica aggiungendo un delegato in rappresentanza dell’amministrazione del Comune in cui ricade la richiesta di proposta. Attualmente il comma illustra le opere di miglioramento fondiario consentite nei terreni in cui sono presenti ulivi monumentali così come espressamente dichiarato nell’articolo 5 della stessa legge e dove le pratiche consentite sono solo di infittimento dell’uliveto o di colture che non arrechino danni alle piante già esistenti.
Un’altra modifica riguarda il censimento delle piante così come previsto nell’articolo 15 che estende il divieto di abbattere, danneggiare, espiantare gli ulivi monumentali e tutti gli alberi presenti sul territorio regionale fino alla data di pubblicazione definitiva dell’elenco regionale e abrogando il termine fissato al 31 dicembre 2011.
Le proposte – Tra le le mozioni di modifica della legge regionale supportate dai componenti della V Commissione ce n’è una che premetterebbe di facilitare e velocizzare l’iter burocratico per l’ottenimento delle autorizzazioni agli espianti o agli spostamenti delle piante centenarie. Secondo questa proposta i giorni entro il quale la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato deve essere fissato a 60 giorni. Scaduti i due mesi varrà la formula del “silenzio-assenso” e i richiedenti potranno procedere allo spostamento e reimpianto degli alberi purché nei confini della stessa proprietà così come previsto dall’articolo 12.
Le integrazioni. Anche la giunta regionale della Puglia ha fatto la sua parte ed ha approvato uno schema di disegno di legge che modifica ed integra la legge del 2007 sulla relativamente alla presenza di rappresentanti delle Università di Bari e Foggia nella Commissione tecnica.

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