In Puglia l’acqua resta bene pubblico: in società i Comuni

Il Palazzo dell'Acquedotto Pugliese (Ph Aqp)

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza le “Disposizioni per la gestione unitaria ed efficiente delle funzioni afferenti al Servizio Idrico Integrato”

 

L’Autorità Idrica Pugliese, soggetto rappresentativo dei Comuni pugliesi per il governo pubblico dell’acqua, potrà affidare la gestione dei servizi idrici alla società pubblica AQP. Entro tre mesi i Comuni pugliesi potranno costituire una società per azioni a totale partecipazione pubblica e a controllo congiunto di tutti i comuni.

Il via libera scongiura l’affidamento a privati del servizio idrico integrato.

“Oggi segniamo un importate passo in avanti nella gestione democratica delle risorse e assicuriamo in questa regione l’acqua come bene comune, pubblico” ha detto la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone. “Oggi è una grande giornata – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

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Cosa dice la legge regionale

Per il capitale sociale la Regione metterà a disposizione 400 mila euro, da dividere tra tutti i comuni in base alla consistenza delle infrastrutture destinate alla gestione del servizio idrico integrato. Il capitale sociale dovrà essere interamente pubblico, non è ammessa la partecipazione di privati al capitale sociale della società e questa sarà incedibile.
Il capitale sociale potrà essere aumentato o diminuito, con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria della Società Veicolo, alle condizioni e nei termini stabiliti, nel rispetto delle disposizioni di legge in materia.
La Regione metterà poi a disposizione della “società veicolo” un contributo straordinario di 300mila euro per assicurarne la funzionalità “così promuovendo la tutela dei beni del patrimonio idrico comunale attraverso modalità organizzative sovracomunali”.

Sarà costituito un Comitato di Coordinamento e Controllo. Tutti i comuni pugliesi, anche non aderenti, saranno titolari dei poteri di indirizzo, coordinamento, controllo e supervisione sugli obiettivi strategici e sulle decisioni più significative della Società Veicolo e li esercitano congiuntamente. Nel caso in cui alla data del 30 giugno 2025 non tutti i comuni pugliesi abbiano aderito alla Società Veicolo, i previsti poteri saranno esercitati tramite il Comitato di Coordinamento e Controllo che sarà composto da sei sindaci e durerà in carica 3 anni.

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‘L’acqua è un bene primario che deve essere disponibile a tutti’

Il presidente Aqp (Ph Acqeudotto Pugliese.it)

La presidente del Consiglio, Loredana Capone: “L’acqua è un bene troppo prezioso, essenziale e primario. In Puglia richiede una maggiore tutela, proprio qui dove non abbiamo grandi corsi d’acqua e laghi. Una tutela pubblica, così come una gestione pubblica. Questo compito lo ha svolto bene l’Acquedotto pugliese, nato da quella idea geniale dell’ingegnere Camillo Rosalba che nel 1868 pensò all’ambizioso progetto di portare le acque delle sorgenti idriche del versante occidentale degli appennini alla Puglia. Un’idea lungimirante e vincente. Da oltre 100 anni l’Aqp porta l’acqua nelle case dei pugliesi. Parliamo di uno dei tre più grandi acquedotti d’Europa, con 33mila chilometri di condotte. Un articolato sistema di impianti interconnessi e di ingegneria idraulica che copre tutto il territorio pugliese, dal Gargano a Santa Maria di Leuca. Al momento è una delle più grandi stazioni appaltanti d’Italia e d’Europa, punto di riferimento per i Paesi esteri. Un esempio di efficienza che viene replicato anche altrove. Un patrimonio della Puglia che non può essere disperso. Oggi stiamo qui a discutere soprattutto di questo. L’acqua è un bene primario che deve essere disponibile a tutti. Ce lo hanno chiesto a gran voce i cittadini, quando nel 2011 in tanti parteciparono al referendum per dire no alla legge che prevedeva la privatizzazione dell’acqua.  È stato uno degli ultimi referendum in Italia in cui si è raggiunto il quorum: oltre il 95 per cento dei votanti ha chiesto che l’acqua restasse pubblica e in Puglia si è andati oltre il 97 per cento. Un plebiscito. Con la legge che stiamo per discutere non facciamo altro che raccogliere questa istanza e garantire a tutti e a tutte un bene essenziale. Una legge che vedrà il protagonismo dei Comuni, gli enti più prossimi ai cittadini e quindi più competenti a dare risposte alle reali esigenze delle comunità. Oggi segniamo un importante passo in avanti nella gestione democratica delle risorse e assicuriamo in questa regione l’acqua come bene comune, pubblico. Di tutti”

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “Oggi è una grande giornata perché il Consiglio regionale della Puglia ha approvato una legge che consentirà all’acqua pugliese di rimanere pubblica. Due volte pubblica. Innanzitutto, perché l’acqua è di tutti. Noi pugliesi che l’andiamo a prendere dall’altra parte delle montagne, in parte la paghiamo ai nostri fratelli della Campania e della Basilicata, siamo ovviamente grati per questo dono. Pubblica perché distribuita da Acquedotto Pugliese che sarà alleato dei comuni di tutta la Puglia. Quindi acqua garantita a prezzi assolutamente bassi, tra i più bassi d’Italia, nonostante l’impiego dell’energia e degli impianti che servono per trasportarla qui in Puglia. Grazie a quei pugliesi straordinari che fondarono l’Acquedotto Pugliese oltre un secolo fa. Grazie al Consiglio regionale della Puglia per avere votato questa legge, e grazie soprattutto a tutti gli uomini e le donne dell’Acquedotto Pugliese che ci hanno aiutato a scrivere questa pagina di storia”.

Il presidente di AQP, Domenico Laforgia: “La scelta migliore per il territorio è la soluzione in house, come consentito dal Consiglio regionale della Puglia con l’approvazione della legge che assicura l’ingresso dei comuni nel capitale sociale di Acquedotto Pugliese permettendo così ad Aip di avere tutte le opzioni contemplate dalla legge. Già oggi operiamo con l’Autorità idrica pugliese, che è il soggetto rappresentativo dei comuni per il governo pubblico dell’acqua. Lo schema Regione-AIP-AQP ha dimostrato di funzionare benissimo. In questo percorso non smetteremo mai di promuovere la cultura dell’acqua buona, quella di rubinetto, spiegando dietro quel piccolo gesto quanta attività c’è da parte nostra e di tutti. L’acqua potrà restare pubblica e il patrimonio che rappresentiamo continuerà ad appartenere a tutti i cittadini pugliesi. La Legge esiste, ora tocca ai Comuni pugliesi essere rapidi nel contattarci per inserirsi nella nuova società veicolo. Abbiamo già ricevuto in anticipo le richieste di una decina di sindaci che vogliono essere i primi nella regione a partecipare e ad ottenere le azioni di Acquedotto Pugliese”.

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Aqp protetto dalla privatizzazione

“Una tappa storica con cui proteggiamo una grande realtà industriale di livello europeo come Acquedotto Pugliese, il suo know how, gli investimenti che sta realizzando per rimodernare la rete idrica e fognaria più grande d’Europa e per tutelare il nostro mare potenziando i depuratori, il valore dell’acqua bene pubblico confermato da oltre 26 milioni di italiani nel referendum popolare del 2011”.

Il presidente della giunta regionale Michele Emiliano (Ph Aqp)

Lo ha detto l’assessore regionale alla Risorse Idriche, Raffaele Piemontese, che ha guidato dai banchi del governo il denso dibattito consiliare che si è concluso con l’approvazione della legge regionale (voto contrario dei consiglieri regionali di FdI e FI e l’astensione dei consiglieri della Lega, La Puglia Domani e del consigliere Napoleone Cera).

Nell’esortare a completare il procedimento legislativo, ha richiamato la necessità di affrontare tempestivamente la situazione che si determinerà alla scadenza della concessione per legge della gestione del Servizio Idrico Integrato in capo ad Acquedotto Pugliese SpA, prevista per il 31 dicembre 2025 e ormai improcrastinabile. Una concessione che dura da oltre cento anni e rappresenta un unicum nel panorama quanto meno nazionale, legato evidentemente alla scarsità atavica della risorsa “acqua” che da sempre affligge i territori e la popolazione pugliese. In particolare, l’articolato normativo proposto pone l’importante e condiviso tema della necessità della cessione ai Comuni di una parte delle azioni di AQP, attualmente detenute al 100% dalla Regione Puglia, per predisporre le condizioni affinché l’AIP possa scegliere la soluzione migliore nell’esclusivo interesse dei cittadini pugliesi, compresa quella dell’affidamento a società in house partecipata, appunto, dagli enti locali, preservando la totale natura pubblica della gestione dei servizi idrici.

Come spiegato durante la discussione in Aula, “si darà ad Acquedotto Pugliese la possibilità di avere, al proprio interno, una partecipazione dei Comuni, dando quindi al soggetto che ha la competenza di governo, che è l’Autorità Idrica Pugliese, la possibilità di optare per i tre modelli di affidamento del servizio idrico integrato previsti dal legislatore comunitario e nazionale, cioè 1) l’affidamento ad operatore privato mediante una gara pubblica, 2) l’affidamento ad una società mista con l’operatore privato individuato a gara e 3) la possibilità di affidamento in house providing rispettando tutte procedure di legge.
Con questi emendamenti e con questa legge non andiamo certo a stabilire, ad intervenire sull’affidamento della società, noi diamo la possibilità all’Autorità Idrica Pugliese di poter optare tra uno di questi modelli e l’Autorità Idrica Pugliese farà tutte le valutazioni congrue e idonee affinché possa fare la scelta migliore.
Con questi emendamenti – ha detto Piemontese – diamo la possibilità di un affidamento a società in house partecipata dagli Enti locali, questo nel più rigoroso rispetto della normativa comunitaria e nazionale. Per evitare che possano esserci censure di incostituzionalità, la Regione non dispone l’affidamento del servizio idrico integrato, né impone alcunché a Comuni singoli e associati, ma incentiva i Comuni del territorio, che sono titolari della gestione del servizio, a costituire una società a capitale interamente pubblico incedibile, che potrà diventare conferitaria delle azioni di Acquedotto Pugliese, cedute dalla Regione ai Comuni, quindi la costituzione di questa società veicolo”.

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Il dibattito in aula. Una società per entrare nel capitale sociale di Aqp

  • La consigliera regionale e vicesegretaria del Pd Puglia, Lucia Parchitelli: “Abbiamo scritto una pagina epocale per la nostra Regione. L’Aqp è un patrimonio della Puglia, che non può essere disperso. Il più grande Acquedotto d’Europa, che garantisce un costo di distribuzione tra i più competitivi sul mercato, continuerà ad essere al servizio dei pugliesi e parte della nostra bellissima storia. La Legge approvata prevede anche la possibilità di cedere quote di partecipazione di Acquedotto Pugliese SpA, nella misura massima del 20%, ai Comuni che, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della Legge, costituiranno una ‘Società Veicolo’, a partecipazione pubblica e a controllo degli stessi Comuni del territorio regionale. Questo è un giorno importante nel quale ribadiamo che l’acqua è e resta al servizio di tutti, oggi e in futuro. E con una Legge che ci ha visti uniti, con grande maturità politica, mettendo al centro il rapporto cittadino-Istituzioni, assicuriamo alla Puglia un domani in cui ognuno di noi possa godere dell’acqua come bene pubblico essenziale”.
  • Paolo Campo, consigliere regionale del Gruppo del Partito Democratico: “L’acqua è un grande bene pubblico e l’Acquedotto pugliese è parte della nostra stessa identità regionale. L’una e l’altro non possono essere messi all’asta sul mercato. Perché è giusto che siano i cittadini, e i Comuni per loro conto, a decidere come debba essere utilizzata l’acqua e come debbano essere organizzati e gestiti i servizi connessi a tale utilizzo. E non solo questo, perché Aqp è una grande azienda che svolge molti altri e altrettanto importanti servizi a favore della comunità pugliese. Ne abbiamo discusso ad ogni livello politico e istituzionale per almeno 20 anni, e ricordo che uno dei protagonisti di quelle discussioni è stato Michele Lamacchia. E abbiamo svolto anche un referendum sul tema dell’acqua pubblica. Continuare ad approfondire gli aspetti tecnici e giuridici, come chiesto dal centrodestra e, oltretutto, con l’incombenza delle norme sulla privatizzazione, non avrebbe avuto alcun senso. Il Consiglio regionale ha compiuto una scelta storica”.
  • Il capogruppo del M5S Marco Galante: “Crediamo fortemente nell’acqua pubblica e auspichiamo che tale resti anche la sua gestione: per questo abbiamo sostenuto l’ingresso dei Comuni nel capitale sociale di Acquedotto Pugliese, al fianco della Regione, approvando in consiglio regionale una norma decisiva per il servizio idrico integrato in Puglia. Quella dell’assemblea legislativa pugliese è una legge che non obbliga ma traccia la strada, incentiva i comuni ad intraprenderla e li mette nelle condizioni, tramite l’Autorità Idrica Pugliese (AIP), di avere effettivamente anche l’in house tra le opzioni da scegliere. Per noi è la soluzione migliore. Crediamo lo sarà anche per i comuni che ora dovranno costituire la società veicolo per entrare nel capitale sociale di Aqp al fianco della Regione. Saremo al loro fianco, perché siamo parte di quanti credono nell’acqua pubblica”.
  • Il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale acqua di Azione Nicola Di Donna: “La storia secolare dell’acqua pubblica continua e proietta nel futuro la sua immensa epopea. Un tornante superato dopo 25 anni, tra mille lotte e incomprensioni, restando fedeli a Camillo Rosalba, Francesco Zampari, Matteo Renato Imbriani e tanti altri, che a fine ottocento spiegavano la necessità dell’Acquedotto raccontando di venire dalle Puglie, terra assetata di acqua e di giustizia. La nostra proposta di legge ha fatto da culla a una soluzione che abbiamo concepito assieme, sul presupposto di conseguire la possibilità di affidare direttamente il servizio ad AQP. Dal Consorzio per la costruzione dell’Acquedotto pugliese all’Ente autonomo, dalla SpA dello Stato alla SpA dell’Enel, dalla SpA delle regioni Puglia e Basilicata alla SpA della regione Puglia, sono i passaggi che hanno caratterizzato la storia secolare della gestione idrica in Puglia.
    Da oggi c’è la SpA della regione Puglia e dei comuni pugliesi, con una partecipazione rispettiva dell’80% e del 20%, sulla base di circa 11,3 miliardi di euro di valore delle opere. Insomma, oggi abbiamo avuto la fortuna di essere chiamati a un appuntamento con la storia e noi abbiamo fatto il nostro dovere”.

Le opposizioni: superflua la costituzione di una società veicolo

  • Il capogruppo della Lega Giacomo Conserva, ed i consiglieri Gianni De Blasi e Joseph Splendido: “A volte l’ottimo può essere nemico del buono. Sicuramente questa non è sicuramente la migliore delle leggi che si potessero approvare. E’ una legge peraltro suscettibile di correzioni, miglioramenti, confronti. La verità è che si inizia un percorso innovativo e la cosa per la Lega più importante in assoluto è avere ottenuto la salvaguardia di un principio cardine: l’acqua deve restare un bene pubblico, dei pugliesi. A noi sembra che l’intera minoranza, e soprattutto il centrodestra, abbia convintamente sostenuto di condividere lo spirito della proposta di legge Amati, ossia che andassero scongiurate le altre due ipotesi, l’affidamento a privati mediante gara o la creazione di una società mista tra pubblico e privati. L’acqua deve essere pubblica, anche in ossequio all’esito alla volontà espressa dal popolo pugliese in un referendum del 2011.Certamente alcune obiezioni e perplessità trovano fondamento, i punti poco chiari sussistono; tuttavia, l’interlocuzione con il governo potrà sempre essere avviata, nel corso del tempo si capirà se la società veicolo sia dotata di vita autonoma ma intanto il risultato è più importante di ogni dubbio: Aqp rappresenta, come è stato detto, uno degli elementi unificanti dell’intera Regione, il tratto identitario, una delle aziende di prestigio a livello nazionale e andava salvaguardata”.
  • Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Ventola: “La nostra posizione, senza alcuna ombra di dubbio è affinché la società Acquedotto Pugliese continui a rimanere con il suo capitale sociale di proprietà pubblica. Riteniamo, alla luce anche dell’indicazioni dell’Anci fatta nel mese di settembre dell’anno scorso, che siano i Comuni ad entrare a far parte del capitale sociale. Per noi l’attività che AIP sta ponendo in essere, cioè quello di verificare se ci sono le condizioni di un house providing, ci vede favorevolissimi e ci impegneremo, per quanto di nostra competenza, affinché questo possa essere perseguito senza che ci siano problemi legislativi di qualsiasi natura. Fatta questa premessa, visto che non c’è una competenza regionale in materia, mi chiedo perché noi oggi stiamo legiferando. Oggi la competenza è AIP, per legge e per convenzione sottoscritta e deve, entro il 30 giugno 2024, approvare un atto deliberativo formale che rispecchi determinate caratteristiche di congruità economica e di affidabilità. C’è un elenco e quindi lo seguirà pedissequamente perché è bene indicato anche dai diversi vademecum dell’Anac che si sono susseguiti nel corso degli anni e definirà in quella sede se avviare una procedura ad evidenza pubblica o utilizzare e far ricorso all’housing providing.Da questa legge discende una serie di atti amministrativi, che noi stiamo dicendo che dovranno essere posti in essere (delibere di Consiglio, verifiche e valutazioni dei diversi direttori di ragioneria e quello che vogliamo), atti amministrativi che inevitabilmente si prestano ad impugnative di carattere amministrativo, e quindi non riusciamo a capire perché dobbiamo legiferare in tal senso. Di conseguenza, sembra quanto mai opportuno interloquire col Governo nazionale su questo tema e gradirei che ci fosse una risposta, perché probabilmente interloquendo magari sappiamo se abbiamo una condivisione che ci sia un intervento regionale su un argomento del genere e saremmo tutti più tranquilli, perché comunque, fosse il 20 o il 50, per cento delle quote azionarie che da AQP passano alla società veicolo piuttosto che ai Comuni, comunque stiamo incidendo sul patrimonio della società, che è arrivato per legge nazionale non si è costituito con la Regione, o i Comuni, o privati. Pertanto, la proposta che voglio fare al governo regionale è di fermarci un attimo al fine di chiedere ad horas un incontro al Governo nazionale per porre questo tema, che per noi e in maniera unanime va verso la direzione di valorizzare AQP, di lasciare l’housing providing, per concordare con loro eventuali profili di costituzionalità o almeno l’opportunità che ci sia una legge regionale o che ci sia magari un intervento nazionale a tutela di ciò che noi vogliamo”.

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