In Puglia cantieri fermi. Eppure i soldi ci sono

foto ArtTower da Pixabay

Fermi 1,3 miliardi di euro messi a disposizione da Anas per finanziare opere stradali. Rospi (Commissione Trasporti): “Quasi 10.000 posti di lavoro dipendono da burocrazia e lungaggini. Per sbloccare le opere adotti un ‘modello Genova’ che garantisca una rotazione tra le imprese”. Una proposta: i commissari

Quella della statale 275 Maglie-Leuca rischia di diventare la versione 2020 de La storia infinita. Questo è infatti uno dei cantieri stradali italiani fermi malgrado la non risibile somma di 1,3 miliardi di euro con cui l’ANAS ha già finanziato i lavori per migliorare la rete stradale pugliese, attraverso ammodernamenti, manutenzioni o nuove realizzazioni, ma che, in diversi casi, non si stanno traducendo in cantieri per lungaggini burocratiche.

“Si tratta di una quindicina di cantieri che potrebbero occupare, secondo le nostre stime, circa 9.800 persone – dichiara l’onorevole materano Gianluca Rospi, ingegnere e autore del ‘Decreto Genova’ che ha consentito la realizzazione del ponte Morandi in poco meno di due anni -. Un numero troppo importante per non impegnarsi nel risolvere ostacoli burocratici o nell’accelerare gli iter in corso”.

Le strade incompiute

Si va dall’adeguamento della S.S. n. 275 da Maglie a Santa Maria di Leuca per una cifra già finanziata di 244 milioni di euro alla messa in sicurezza della S.S. 16 da Bari a Lecce (250 milioni di euro l’investimento) per la quale le progettazioni esecutive e definitive sono in attesa di approvazioni, fino al recupero, con un finanziamento di 115 milioni, del tratto che va dal casello autostradale alla tangenziale ovest di Foggia, per il quale si è in attesa del progetto definitivo tramite un accordo quadro.

Altre risorse già finanziate da ANAS per la realizzazione di nuove opere stradali in Puglia, ma non ancora cantierizzate, riguardano il tratto Foggia – San Severo della S.S. 16 (130 milioni di euro), la tratta tra lo svincolo della A14 Mottola – Castellaneta e la S.S. 100 in corrispondenza di San Basilio (84 milioni), il tronco Casamassima – Putignano della S.S. n. 172 “dei Trulli” (oltre 57 milioni), alcuni tratti dell’itinerario Bradanico – Salentino (per circa 70 milioni), la S.S. 89 Garganica nell’area di San Giovanni Rotondo (68 milioni), la circonvallazione Ovest di Martina Franca sulla S.S. 172 (35 milioni) e l’attesa e variante del tratto Bari – Mola della S.S. 16 Adriatica (per un valore di 250 milioni) per la quale si sta sviluppando la progettazione definitiva.

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Perché i lavori sono fermi?

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L’on. Gianluca Rospi, membro della commissione ‘Trasporti, Poste e Telecomunicazioni’

“Conferenze di servizi, accordi quadro, progettazioni in attesa di approvazioni, campagne indagini, documentazioni ambientali: va tutto bene perché le cose vanno fatte a regola d’arte – aggiunge l’onorevole Rospi,tuttavia non possiamo consentire alla burocrazia di continuare a ostacolare lo sviluppo infrastrutturale e la creazione di occupazione nelle regioni del Sud, soprattutto in questo momento. Nell’attesa di un serio intervento di riforma del Codice degli appalti occorre trovare delle soluzioni per tutti i casi in cui la burocrazia o il caos normativo ostacolano in modo sfibrante l’avvio o il termine di cantieri strategici; la nostra proposta – conclude Rospi, membro della commissione ‘Trasporti, Poste e Telecomunicazioni’ – è un ‘modello Genova’ rivisto e corretto che, da una parte, preveda commissari ad hoc e procedure più snelle, e, dall’altra, garantisca la rotazione delle imprese e la libera concorrenza tra le stesse”.

Nominare i commissari

E in effetti il grimaldello per sbloccare i lavori potrebbe essere proprio la nomina di commissari che sovraintendano ai lavori delle singole opere. Grazie ai poteri loro conferiti, infatti, i commissari possono  dare il giusto impulso e la necessaria velocità al completamento delle opere stradali. La presenza di un commissario non rischia di azzerare il dialogo con i portatori di istanze ambientaliste: pensiamo ai numerosi stop di diverse associazioni ambientaliste proprio al completamento della Maglie-Leuca, bloccata da più di 25 anni per il timore di perdere una parte consistente del patrimonio naturalistico della zona. L’obiettivo finale è trovare le più ampie sinergie con la società civile  per garantire il rispetto delle peculiarità paesaggistiche dei territori attraversati.

 

 

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