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In Puglia arriva l’Ecofesta!

Punto di reccolta differenziata durante un evento

Quanto costa una festa all’ambiente? Feste, sagre, manifestazioni ed eventi in generale quanto pesano in termine di produzione di rifiuti piuttosto che di consumi energetici? Non poco, se si pensa che per un evento di medie dimensioni – a cui partecipano circa 600 persone – si calcola una quantità di CO2 prodotta, pari a circa 79 tonnellate (dati Edison). E se l’ambiente chiama la Puglia risponde. Si chiama Ecofesta Puglia il “giovane” marchio di sostenibilità ambientale realizzato da EMS (Ente Modelli Sostenibili). Un’idea che si va traducendo nel modello applicativo La tradizione fa Eco”, studiato per ridurre l’impatto sul territorio degli eventi attraverso una corretta gestione del ciclo dei rifiuti e l’utilizzo di specifiche formule di mobilità sostenibile. Il progetto, sostenuto dall’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, è stato di recente premiato per la sua carica innovativa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. «Abbiamo creduto fin da subito in questo progetto – fa sapere l’assessore regionale Dario Stefàno – perché tiene insieme 3 componenti fondamentali: i giovani, la sostenibilità e la tradizione, in quanto il marchio guarda e si relaziona anche con un mondo e una tipologia di manifestazioni culturali legati a doppio filo con la nostra tradizione agricola».

Buone pratiche – Ma qual è il cambiamento che, in sostanza, viene proposto? «L’idea del marchio Ecofesta nasce da una sensibilità verso l’ambiente, da una cultura di cittadinanza attiva – spiega ad Ambiente&Ambienti il presidente Roberto Paladini-. Abbiamo unito le nostre competenze in materia di turismo, ingegneria e cooperazione, al fine di dare una risposta ad un problema oggettivo: quello dell’impatto degli eventi e del turismo ad essi collegato».

La caramella-compost, gadget di Ecofesta Puglia

Per questo il marchio si fonda su tre principi fondamentali: ridurre, differenziare e informare. Da qui tutta una serie di buone pratiche programmate per rendere davvero eco una festa. Si parte da un più consapevole approccio verso i rifiuti con iniziative mirate: riduzione degli imballaggi, utilizzo del vuoto a rendere e distribuzione delle bevande alla spina, eliminazione del volantinaggio pubblicitario, utilizzo di stoviglie biodegradabili, raccolta dell’olio di frittura. Non solo: grazie alla raccolta dell’umido durante l’evento sarà possibile realizzare concime di qualità per le piante (tra i gadget promossi da EMS vi sono proprio le “caramelle” ripiene di compost naturale prodotto in occasione degli eventi Ecofesta Puglia).

Un report per capire – Una sensibilità che non tarda a divenire partecipata anche da parte del pubblico. Ad esempio grazie alla visibilità concessa alle isole ecologiche, realizzate per l’occasione e gestite da operatori qualificati ma soprattutto attraverso l’InfopointVerde, punto informativo nato per divulgare buone pratiche ambientali e monitorare lo svolgimento dell’evento. «L’evento per noi – aggiunge ancora il presidente – rappresenta una buona occasione per trasmettere e per veicolare sul territorio buone pratiche ed una diversa idea di consumo e fruizione del territorio».

InfopointVerde

Sul fronte della mobilità sostenibile, invece, si agisce con uno studio a monte dell’evento, per valutare soluzioni mirate che vanno dalla gestione degli spazi, all’organizzazione logistica e tecnica, non trascurando la sua promozione dello stesso per l’intero anno associativo. Per ogni evento, alla fine, viene redatto un report sui risultati ottenuti dal punto di vista ambientale.

Bilancio positivo – E parla proprio di numeri Roberto Paladini per tracciare un primo bilancio di questa neonata esperienza: «Oltre ai risultati numerici, che hanno visto molti eventi superare la soglia dell’80% di raccolta differenziata e abbattere l’inquinamento dovuto all’utilizzo di energia tradizionale, credo che il risultato più importante sia la diffusione sul territorio dell’idea che l’evento dovrà necessariamente cambiare registro organizzativo. Molti eventi, anche se non hanno ricevuto il marchio, tentano di percorrere la via della sostenibilità tracciata da Ecofesta Puglia ed anche le amministrazioni locali cercano di percorrere il nostro stesso cammino. Quindi – conclude – il cambiamento più grande è l’inizio di un percorso culturale».

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