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In mostra le nuove visioni dello sviluppo urbano

Fino al 30 gennaio 2010 il Teatro Margherita di Bari apre i battenti per ospitare due mostre parallele, rispettivamente intitolate “Bari Fronte d’Acqua” e “9 architetti x 9 paesaggi italiani”, promosse dall’Università Lum Jean Monnet di Casamassima, nell’ambito dell’iniziativa “Città + Territori”.

La prima delle due esposizioni, nata da un’idea di Davide Degennaro e curata da Matteo di Venosa, illustra i risultati di una ricerca condotta dall’Università Lum Jean Monnet in merito alle possibili strategie di sviluppo territoriale della Metropoli di Bari, attraverso interventi di riqualificazione funzionale ed infrastrutturale della zona portuale, miranti a proiettarla più decisamente in uno scenario internazionale.

Le attuali criticità del Porto di Bari sembrano, infatti, suggerire l’ipotesi di un decentramento dello scalo commerciale e di una riconversione del bacino esistente, per esaltarne la centralità urbana e territoriale, rafforzando il ruolo della Metropoli barese come crocevia degli scambi tra la regione adriatica, l’Europa continentale e il Mediterraneo.

Ma, a quali condizioni le prospettive auspicate possono promuovere un progetto di reale sviluppo del territorio e di riqualificazione della città? In che modo le reti infrastrutturali possono essere valorizzate anche come occasioni strategiche per generare qualità urbana e territoriale?

La ricerca promossa dall’Università Lum Jean Monnet e la relativa mostra “Bari Fronte d’Acqua” si propongono come obiettivo primario proprio quello di fornire una risposta soddisfacente a questi interrogativi cruciali, indagando il grado di fattibilità delle possibili soluzioni, cui dovrà necessariamente associarsi un più ampio “progetto di territorio”, condiviso e sostenibile, in grado di fare dell’intera Terra di Bari una Metropoli portuale, potenziando il water front e cercando di cogliere le straordinarie potenzialità di sviluppo economico e di rigenerazione territoriale insite nella nuova organizzazione delle reti infrastrutturali.

fronte d'acqua 01 fronte d'acqua 03

 

 

 

 

 

 

 

Sempre nell’ottica di una visione innovativa e sostenibile degli spazi urbani, ma questa volta sotto il profilo architettonico, si pone l’altra parte del progetto, “9 architetti x 9 paesaggi italiani”, rassegna curata da Luca Molinari – prossimo curatore del Padiglione Italiano alla XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – , che ha coinvolto nove grandi nomi dell’architettura italiana nella realizzazione di 36 progetti accomunati da uno spirito sperimentale e pensati come “frammenti di un futuro possibile”.

«L’architettura contemporanea italiana, dopo almeno tre decenni di pesanti stravolgimenti delle coste, delle campagne e delle nostre città, ha una decisiva responsabilità culturale nell’indicare alcune potenziali strade da seguire nella ridefinizione di un paesaggio in cerca di una diversa identità»  spiegano, infatti, gli organizzatori della mostra.

E Molinari aggiunge: «Tutta l’iniziativa è un work in progress; anche il fatto che sia stato scelto il Margherita per ospitare la mostra è significativo, proprio perché è un luogo in costruzione».

Boeri, La Maddalena

Boeri, La Maddalena

Cecchetto - Vega 2

Cecchetto - Vega 2

L’esposizione si configura, così, come un’ottima opportunità per raccontare l’armonia tra nuove soluzioni architettoniche e dimensione ambientale e, in effetti, ognuno dei progetti selezionati offre una possibile risposta alle tante e contraddittorie sollecitazioni che il nostro Paese produce, ripensando in modo ardito e originale anche il rapporto tra l’ambiente naturale e i nuovi luoghi dell’abitare contemporaneo.

Sàito, campus artis

Sàito, campus artis

Studio Archea, Cantina Antinori

Studio Archea, Cantina Antinori

In altre parole, come ha giustamente sottolineato Ruggero Martinez, Direttore Regionale dei Beni Culturali per la Puglia, in occasione dell’inaugurazione delle due esposizioni, “immaginare futuri prossimi è un dovere al quale la nostra città non può assolutamente sottrarsi”.

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