
“Siamo di fronte ad un orrore e all’ennesimo segnale di allarme”
Non nasconde lo sconcerto l’artista putignanese Lorena Ortells, ex studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Napoli che aveva rigenerato attraverso l’arte un ulivo malato di Xylella a Torre Guaceto. Lo scorso luglio, in occasione della laurea specialistica in Scultura, aveva realizzato un intervento artistico site-specific permanente nell’uliveto monumentale all’interno della Riserva Naturale di Torre Guaceto.
A segnalare la fine fatta dall’albero è stata la stessa artista: è stato incendiato. “Ho ricevuto il video dell’olivo dal quale cadevano gli ultimi frammenti naturali e ceramici. Immagini forti e dolorose. Quelle stesse che qualche ora prima potevano trasmettere speranza e rinascita”. QUI il link del video
Non solo l’artista si interroga sui motivi che hanno spinto qualcuno a bruciare l’albero ma sul senso stesso dell’intervento artistico. Soprattutto lascia una domanda che apre le porte al tema più ampio, ma assolutamente marginale nel dibattito pubblico, dei “diritti universali delle piante“.
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Una battaglia artistica per i diritti delle piante

“Un ulivo colpito dal batterio della Xylella Fastidiosa, perde i suoi ultimi rami a causa di un incendio. L’ennesimo, che per cause e ipotesi incerte, lascia la sua terra e le sue persone che da anni si prendevano cura di lui”. L’artista parla con affetto, lo stesso che si prova per un animale domestico, dell’albero d’ulivo.
“Chi è responsabile di un avvenimento così triste? A cosa serve l’arte? Siamo di fronte ad un orrore e all’ennesimo segnale di allarme. Se veramente crediamo che l’arte sia responsabilità, soprattutto in luoghi dove si percepisce la necessità di ascoltare e sensibilizzare la comunità – ha detto Ortells – ricomincerò nuovamente da una tragedia, tentando ancora una volta di valorizzare la preziosità di un patrimonio apparentemente immortale”.
La scultrice sottolinea “apparentemente immortale” perchè effettivamente spesso si dà per scontato la preziosità degli alberi e la loro sopravvivenza a prescindere da tutte le azioni che vengono viceversa messe in campo a loro discapito e che invece richiederebbero al singolo cittadino un impegno di responsabilità, una chiamata civica e ambientale per difendere, tutelare, proteggere e valorizzare il nostro patrimonio agro-forestale.
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Ri-Costruire Innesti, dall’arte all’impegno ambientale

L’installazione site-specific permanente a cui aveva dato luogo Lorena Ortells negli spazi protetti della Riserva Naturale di Torre Guaceto, aveva per tema “Ri-Costruire Innesti”. L’iniziativa artistica era nata durante un soggiorno nel sud della Puglia: “La sconvolgente visione delle immobili e silenziose distese di ulivi secchi e inerti ha creato un senso di amarezza, ma nello stesso tempo ha generato ampie riflessioni. Cultura, territorio e popolazione diventano simboli di una terra da preservare e della quale prendersi costantemente cura tentando di superare una catastrofe naturale e umana”.
In questo senso, ha spiegato l’artista, “Ri-costruire, con un’azione simbolica, secolari ed imponenti alberi di ulivo con nobili “protesi” di materiale argilloso bianco è stato il punto di inizio per generare e proseguire l’intervento di riqualificazione e sensibilizzazione già avviato negli anni”.
L’opera infatti aveva ricreato i rami disseccati dal batterio che continua a diffondersi tra gli ulivi pugliesi e che solo recentemente vede interventi più efficaci che tentano di arginare la diffusione dei vettori e di contrastare gli effetti distruttivi della fitopatologia.
“Il voler iniziare dalle fronde di alberi di ulivi quasi secchi e radicati in quel territorio per ricostruirne le membra con un materiale pregiato, tentava di trasmettere un ritorno alla vita, rivolto alla natura ma anche ad un’intera comunità che, tra triste rassegnazione e vani tentativi di salvaguardia, sta lentamente perdendo frammenti della propria famiglia genetica presenti come corpi immortali da migliaia di anni”.
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Ricerca artistica legata alla natura
La ricerca artistica di Lorena Ortells nasce da un costante interesse per il rapporto simbiotico uomo/natura. Un lavoro sperimentale che parte dall’analisi della connessione che intercorre tra l’essere umano e l’elemento naturale e che, via via, si allarga al tema di un “confine” inteso come spazio abitabile ed abitato.

Negli studi più recenti emerge una spiccata sensibilità verso il territorio olivicolo pugliese, contagiato dal batterio della Xylella. L’elemento naturale infetto, marginale e apparentemente precario, diventa leitmotiv di un percorso di studi e ricerche che partono dall’idea di impronta e traccia, per poi evolversi verso il principio della “cura”, prendersi cura, avere cura, di un luogo, un determinato frammento o una particolare condizione sociale.
Nel 2021 ha iniziato a sperimentare l’utilizzo di materiali argillosi che cuociono principalmente ad alta temperatura, in partnership con la Sibelco Italia di Maranello. A luglio 2023 ha inaugurato “Ri-Costruire Innesti”, sua prima esposizione personale con un intervento artistico site specific nella Riserva Naturale di Torre Guaceto.
Scrive Ortells presenta così il suo lavoro: “Natura è uomo, uomo è natura. Prima di scegliere qualsiasi elemento per un progetto, osservo la forma, l’andamento, la storia; cerco le sinergie, i legami. Esso deve ricondurmi all’uomo; alla sua forma, al suo vissuto. Una costante relazione”.
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(foto di Lorena Ortells)


