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In Europa il “geosito” parla italiano

I geositi devono esse collegati in rete e beneficiare di misure di protezione e gestione (nella foto, il parco del Beigua, tra le province di Genova e Savona)

Cos’è un Geoparco? È un territorio che per caratteristiche geologiche, naturali e culturali comprende un’area dai confini ben delimitati, oggetto di valorizzazione e tutela da parte della comunità locale che lo abita. La maggior parte dei siti presenti nel territorio di un Geoparco deve appartenere al patrimonio geologico, ma il loro interesse può anche essere archeologico, naturalistico e storico. Questi siti devono esse collegati in rete e beneficiare di misure di protezione e gestione, vietando e contrastando la distruzione o vendita di reperti geologici. I Geoparchi rappresentano una speciale categoria di territori che sempre più si stanno affermando a livello internazionale e nazionale, con la realizzazione di attente politiche di tutela e di valorizzazione della geodiversità e del patrimonio geologico.

Dalla Cina all’Italia – Nel 1998, l’Unesco lancia il programma Geoparks e, nel 2000, nasce la Rete Europea dei Geoparchi, un network che ha tra i suoi obiettivi: la conservazione della geodiversità, la divulgazione del patrimonio geologico presso il grande pubblico e la promozione dello sviluppo sostenibile a livello locale attraverso l’incremento del geoturismo.

In cina sono presenti ben 26 geoparchi (nella foto, il geoparco di Zijiang)

Nel 2004, viene istituita a Parigi il Global Geoparks Network, la Rete Globale dei Geoparchi, grazie al contributo di un gruppo di esperti internazionali dell’UNESCO. Sarà, però, in occasione della 1^ Conferenza Internazionale UNESCO sui Geoparchi, che si tenne a Pechino nel giugno 2004, che il network globale venne ufficializzato ed iniziò ad operare. Sulla base di tre importanti obiettivi: conservare l’ambiente, promuovere l’educazione alle Scienze della Terra e favorire uno sviluppo economico sostenibile a livello locale. Da allora, sono ottantotto i siti realizzati e sparsi nei cinque continenti del globo, in rappresentanza di trenta nazioni. Con cinquanta geositi, l’Europa è il continente più rappresentativo e l’Italia è il primo Paese del Vecchio Continente con ben otto geositi: l’ultimo Geoparco ad essere stato istituito in ordine di tempo è stato il Parco Regionale delle Alpi Apuane, in Toscana. Solo la Cina ha fatto di meglio creando ventisei geositi. Il Belpaese si distingue anche per aver dato vita, nel 2010, al Forum Nazionale dei Geoparchi Italiani, che ha il compito di coordinare e favorire le iniziative per la valorizzazione del patrimonio geologico italiano, tra tutte il geoturismo, nuova forma di turismo ecosostenibile sempre più in voga.

L'ultimo geoparco ad essere istituito in Italia è quello delle Alpi Apuane (nella foto) in Toscana

Il ruolo che i Geoparchi italiani svolgono attualmente è particolarmente significativo, non solo per il numero decisamente importante di territori coinvolti, ma anche e soprattutto per la qualità che gli stessi territori rappresentano a livello nazionale ed internazionale.

Anche sul Gargano – Ma la fervida attività italiana in materia non accenna a fermarsi. Anche il Gargano, lo sperone d’Italia, ha formalmente avviato l’iter per diventare un Geosito, e lo ha fatto grazie all’impegno preso dal Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, che intervenendo a maggio scorso in occasione di un incontro con gli studenti di San Marco in Lamis, presso il Centro Visite del Parco Nazionale del Gargano di Borgo Celano, ha ufficialmente comunicato la richiesta di adesione formale alla rete dei geoparchi europei, per valorizzare il patrimonio geologico del Promontorio e colmare la lacuna presente sul versante Adriatico, attualmente senza alcun Geosito.

 

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