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In difesa della biodiversità

2010. Anno Internazionale della Biodiversità, per ricordare a tutti i paesi e le culture che un mondo in cui le differenze vengono ignorate o azzerate è, inevitabilmente, meno vivibile. Così ha deciso l’ONU, e il segnale è di quelli forti, perché sempre più la “questione biodiversità” investe tanto l’Italia, quanto l’intero pianeta.

<p>tra le specie maggiormente a rischio, il tonno rosso</p>

tra le specie maggiormente a rischio, il tonno rosso

<p>specie a rischio in Italia: avvoltoio capovaccaio</p>

specie a rischio in Italia: avvoltoio capovaccaio

 

 

 

 

 

 

 

 

Tanti campanelli d’allarme hanno suonato negli ultimi anni, con tante specie naturali e animali che si sono estinte o sono vicine all’esserlo (quasi un terzo delle forme viventi nei vari ecosistemi del nostro pianeta); l’Italia per prima, che vanta il patrimonio naturale più ampio, deve tener conto di ben 23 specie a rischio (tra mammiferi, anfibi, rettili,insetti, vegetali e piante).

<p>specie a richio in Italia: stambecco</p>

specie a richio in Italia: stambecco

<p>specie a rischio in Italia: foca monaca</p>

specie a rischio in Italia: foca monaca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotografia di una situazione di degrado di tutto l’ecosistema, come sottolinea Legambiente, che a proposito di biodiversità parla di “missione fallita”, perché non si è stati capaci, in mezzo a tutti gli interessi di business e marketing, di andare realmente incontro alle necessità ambientali.Pertanto non resta che pagarne le conseguenze: in senso figurato, in termini di ulteriori perdit«e, dato che, statistiche dell’UE alla mano, solo il 17% degli habitat e delle scelte più a rischio presentano uno stato di conservazione soddisfacente, oppure in senso più materiale, poiché servono circa 50 miliardi annui (sempre secondo fonti provenienti dall’Unione Europea) per opporsi a questi veri e propri “furti” della natura, come ricordato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. In entrambi i casi si tratta di un conto decisamente salato da pagare, e siccome l’indifferenza e l’immobilismo non sono e non possono essere la strada da intraprendere, per un senso etico e morale verso il nostro pianeta, ma anche per la consapevolezza che la qualità della vita non è un valore contrattabile, allora diventa fondamentale «il contributo che le diverse politiche, locali e nazionali, possono dare nell’implementare processi di sviluppo finalizzati non solo alla conservazione e alla salvaguardia della biodiversità ma anche alla promozione di un uso sostenibile delle risorse dal punto di vista ambientale, economico e sociale», riprendendo le parole di Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, arrivando così a definire una strategia nazionale per la biodiversità: progetti, campagne, iniziative specifiche. A questo bisogna aggiungere, continua Nicoletti,  che «molti cittadini non comprendono cosa s’intenda per biodiversità e ritengono di non essere adeguatamente informati sul suo effettivo valore»; per questo una maggiore comunicazione in chiave informativa, ma anche in termini di sensibilizzazione, può essere se non decisiva, quantomeno importante, per cercare di dare nuovi stimoli e impulsi in tale prospettiva.

<p>la biodiversità nel mondo</p>

la biodiversità nel mondo

Il tempo stringe sempre più, e molto probabilmente per alcune specie si è già incanalati verso un punto di non-ritorno, ma questo non impedisce il dovere, da parte di tutti, di provare a dare un senso al futuro di tanti altri esseri viventi.

<p>un falco pellegrino</p>

un falco pellegrino

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