Input your search keywords and press Enter.

In Congo i vigili urbani sono… Robot

Theresa Iza Kirongozi

Gli appassionati di anime giapponesi, o più semplicemente chi è cresciuto con i cartoni degli anni ’80 ed inizio anni ’90, non può non ricordare i grandi protagonisti “robotici” di quell’epoca come Mazinga Z e UFO Robot, diventati quasi dei miti anche per le generazioni successive (insieme alle sigle, veri e propri cult musicali. Non hanno nulla a che fare con queste – a loro modo – leggende animate, non vengono dal Sol Levante, ma visivamente li ricordano e non poco: stiamo parlando dei Robot agents, e si trovano nella Repubblica Democratica del Congo.

Agenti (solari) del traffico – Nella capitale Kinshasa e nella città di Lubumbashi (ma in più in generale nella grandi città africane) il traffico su ruota vive un’esponenziale espansione di non facile amministrazione; ecco che in mezzo a questo caos di veicoli e pedoni il governo ha deciso di installare vigili robot in grado di regolamentare il traffico.

Analizzandolo da un punto di vista tecnico e strutturale, un Robot pesa circa 250 chilogrammi, è alto due metri e mezzo ed è rivestito di alluminio: non un caso se si pensa che è piazzato 24 ore al giorno per strada a contatto col clima equatoriale; è dotato di braccia meccaniche rotanti per dirigere il traffico, luci distribuite sul corpo come semafori e telecamere collegate direttamente con la stazione di polizia per registrare in tempo reale violazioni ed infrazioni degli automobilisti.

L’aspetto più green riguarda la pensilina posta sulla testa del Robot su cui poggia un pannello solare, in grado così di alimentare naturalmente il vigile inanimato trasformando i caldi raggi solari del Centro Africa in energia.
Un progetto “in rosa” e qualche perplessità – Questa curiosa invenzione sta riscuotendo un discreto successo, al punto che la sperimentazione congolese ha attirato le attenzioni anche di altri Paesi, per esempio Nigeria, Angola e Costa d’Avorio. Il merito va alla sua ideatrice, Theresa Iza Kirongozi, ingegnere elettronico, coadiuvata dall’ONG Congolese di ingegneri Women’s technology, di cui la Kirongozi ne è fondatrice e principale progettista.

L’investimento è importante – stimato circa 30 mila dollari per Robot – e in contesti di precarietà economica, per non dire quasi di povertà, c’è chi l’ha vista come una spesa superflua, perché i Robot aiutano ma non possono sostituire del tutto il ruolo dei vigili urbani, perché segnalano chi commette un’irregolarità ma non sono promotori di una sorta di educazione stradale e, soprattutto in prospettiva di ampliamento, gestione e manutenzione i costi tenderanno a dilatarsi.

Di certo si è all’anno zero, qualche sperimentazione più rudimentale era già apparsa tra le strade congolesi nel 2013 ma ora, con queste versioni definite dalla stessa Kirongozi «migliorate e più performanti» si potrà avere un risposta più chiara e definitiva sull’effettivo valore di questi bizzarri vigili urbani.

[nggallery id=405]

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *