In arrivo “scarpe riciclate” per gli zoccoli dei bovini

Foto di RitaE da Pixabay

Dagli scarti plastici del settore calzaturiero, il progetto per la soluzione ad una patologia che colpisce il 40% dei bovini

Idea Plast ha realizzato una suola in plastica riciclata che aiuta a trattare una delle principali patologie che colpisce i bovini. L’azienda, con sede a Lainate, in provincia di Milano, leader in Italia nella progettazione e realizzazione di oggetti, manufatti e arredi urbani in plastica riciclata proveniente dalla raccolta differenziata, in collaborazione con Punto 3 (società di Ferrara specializzata in progetti per lo sviluppo sostenibile), Assocalzaturifici e Associazione Regionale Allevatori della Lombardia, utilizzando i dettami dell’economia circolare, con gli scarti del settore calzaturiero allevierà le sofferenze che colpiscono alcuni bovini in allevamento.

Il progetto prevede il riutilizzo degli scarti in plastica utilizzati nella realizzazione delle suole delle scarpe antinfortunistiche e la loro trasformazione in un nuovo materiale lavorabile per poi sviluppare una suola da utilizzare per guarire le zoppie del bovino, una malattia che oggi colpisce fino al 40% dei bovini e rappresenta la terza causa di perdita economica per gli allevatori di bovini da latte, stimata in circa 400 euro per ogni capo.

Foto di Nadine Doerlé da Pixabay

La patologia si manifesta come un’alterata andatura del bovino, conseguente a uno stimolo molto doloroso che colpisce per più del 90% i piedi posteriori dei capi, interessando nello specifico l’unghione esterno. La zoppia è causata da un intenso dolore all’arto dovuto a varie patologie. In questo modo, oltre all’evidente calo del benessere degli animali viene ridotta la capacità di produrre latte e la possibilità di manifestare comportamenti naturali che aiutano ad ottimizzare la performance riproduttiva della mandria, determinando così seri danni economici e gestionali per l’allevatore.

Il progetto, sostenuto con il finanziamento di un bando di Regione Lombardia, nasce dalla constatazione che le aziende calzaturiere generano ogni anno tonnellate di scarti di produzione, frutto del processo di lavorazione della pelle e della gomma, i principali materiali utilizzati nella realizzazione delle calzature. Se la pelle è un materiale che si presta facilmente al riutilizzo, gli scarti di lavorazione della gomma diventano invece per la quasi totalità rifiuti destinati alla termovalorizzazione, rappresentando un costo per le aziende sia di tipo economico, incidendo sui costi di gestione del processo, sia ambientale, poiché viene bruciato del materiale che potrebbe invece essere riutilizzato, evitando la produzione di tonnellate di gas ad effetto serra.

L’iniziativa ha coinvolto diversi stakeholder e prodotto trasversalmente benefici economici: per le aziende calzaturiere, che finora hanno sostenuto costi per lo smaltimento degli scarti e che ora invece riceveranno un corrispettivo economico, ma anche per gli allevatori sia italiani che esteri, che potranno ridurre le perdite determinate dai capi colpiti dalla zoppia. Il progetto potrebbe interessare potenzialmente un mercato che a livello europeo si stima in oltre 30 milioni di capi, consentendo di estendere i concetti di sostenibilità ed economia circolare anche in settori fortemente impattanti dal punto di vista ambientale come quello calzaturiero e zootecnico.

Articoli correlati