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Baobab, è allarme in Africa

Baobab a rischio nel terzo continente del mondo per estensione. Otto tra gli alberi storici sono morti nel giro di pochi anni. L’ipotesi più accreditata? I cambiamenti climatici

baobabSe si pensa all’Africa, se si pensa a uno dei suoi simboli, non si può non pensare ai baobab.
Famosi per la loro altezza, il loro grosso tronco – circa 7 metri di diametro, talvolta arriva fino ai 10 metri – e, più romanticamente, ricovero per gli anziani saggi dei villaggi che raccontano tradizioni e insegnamenti ai giovani virgulti, ragazzi che saranno uomini e donne del futuro.

Eppure, allo stesso modo della caducità della vita, anche i baobab stanno affrontando un “rigido inverno” nel cammino della loro vita. Non letterale, naturalmente.

La morte dei baobab e le cause da ricercare

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Un baobab del Madagascar

C’è un alone di grande mistero su quello che sta succedendo in Africa da 10-15 anni a questa parte a questi grandi alberi secolari. L’unico dato certo è che molti esemplari stanno a poco a poco scomparendo: dei tredici alberi che si stimano essere i più longevi, ben otto sono morti o crollati al suolo.
Sicuramente non una casualità, ma ancora non vi è certezza.

I baobab grazie ai loro tronchi – che da un punto di vista biologico sono alle volte la sommatoria di più arbusti che si intrecciano e si fondono tra loro in quelle trame “nervose” ma al contempo armoniose – sono capaci di immagazzinare fino a 100-120 litri d’acqua, per poter fronteggiare così le calde temperature e la siccità del continente nero.

Non è un caso, infatti, che dei sette tipi di baobab, ben sei nascono e crescono in Africa (dal Zimbabwe al Madagascar, dal Botswana al Sudafrica), mentre il settimo è originario dell’Australia.

Lo studio di Patrut

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Il ricercatore rumeno Adrian Patrut

Chi si è cimentato nello studio più approfondito del fenomeno è il rumeno Adrian Patrut, dell’Università di Babes-Bolyai.

Assieme al suo team di ricercatori sta portando avanti l’ipotesi – attualmente non confermabile, ma comunque altamente probabile – che il clima più caldo e secco sia alla base della questione.

Gli sconvolgimenti che il riscaldamento globale stanno determinando sul suolo terrestre ha concettualmente spiazzato la natura dei baobab. L’ovvia difficoltà ad adattarsi in modo rapido ad un aumento delle temperature così repentino sta così portando alla logica conseguenza. A testimonianza di ciò, anche altre piante che crescono nelle zone più roventi si stanno dimostrando inadatte alle variazioni.

Non trovano riscontro le ipotesi legate ad una qualche patologia, e soprattutto, spiega il ricercatore, «statisticamente parlando, è praticamente impossibile che un numero simile di grossi e vecchi baobab muoia in così poco tempo per cause naturali».

È un forte campanello d’allarme quello che risuona fin dal sud del continente.
Il timore che i baobab siano diretti in una strada senza ritorno è concreto e preoccupante, e le analisi che si sono fatti e che si stanno facendo potrebbero non servire ad invertirne la rotta. Lasciando svanire così anche quel lato romantico di un vecchio saggio che racconta una storia della tradizione africana ai giovani virgulti, uomini e donne del futuro.

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