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In 7mila per il “No Triv Day”: l’esercito ambientalista difende il mare Adriatico

Lo striscione che apriva il lungo corteo della manifestazione contro le trivelle in Adriatico

Un lungo corteo, una fiumana di manifestanti, un’unica grande coscienza verde. Tre regioni – Puglia, Molise e Abruzzo – si sono date appuntamento il 6 ottobre a Manfredonia per il “No Triv Day”, il quinto grande raduno anti-trivelle in Adriatico dopo quelli di Lesina e delle Isole Tremiti, in provincia di Foggia, Termoli in Molise e Monopoli, nel Barese. Un serpentone pacifico e colorato di manifestanti ha sfilato lungo la cittadina del Golfo, attraversando via Scaloria prima e via Arcivescovado poi, fino a giungere al mare. Erano in 5mila, poi 7mila, un numero destinato a salire fino al concerto di fine evento. Tutti “Portatori sani di energia pulita” come recitava il primo grande striscione, uno dei tanti “manifesti” esposti dalla marea umana del No Triv Day che vedeva fianco a fianco i rappresentanti del mondo politico locale, studenti, associazioni, sindacati e comuni cittadini. A colorare il corteo bandiere, palloncini e striscioni: da quelli più propositivi come Insieme si può a quelli più battaglieri come La vostra speculazione è la nostra opposizione fino a quello forse più vero e concreto, ovvero Questo mare è l’unico che abbiamo.

Stefano Pecorella

«Una manifestazione gioiosa di protesta contro i decreti emanati per le ricerche petrolifere», ha spiegato Stefano Pecorella, presidente del Parco Nazionale del Gargano. «Un evento dal un duplice effetto: sensibilizzare i cittadini delle regioni adriatiche a opporsi ad uno sviluppo assolutamente incompatibile con le bellezze paesaggistiche e naturalistiche che rappresentano la nostra costa, e poi mobilitare le istituzioni affinché si metta mano a una riforma normativa per l’abrogazione di quelle norme che ancora oggi consentono di poter trivellare nei nostri mari». «Siamo qui a manifestare, per l’ennesima volta, la contrarietà di questo territorio alle trivellazioni in Adriatico, che è un mare chiuso e fragile», ha spiegato Franco Salcuni di Legambiente. «È censurabile la volontà di questo governo di andare avanti con una politica energetica fondata sulle trivelle. Noi siamo convinti che l’unica via da seguire è il rinnovabile: bisogna promuoverlo a tutti i livelli e archiviare, il più presto possibile, una politica energetica nazionale fondata sulle energie fossili. Per noi è intollerabile che a quattro passi, in mare aperto, vicino alle Isole Tremiti si voglia trivellare».

I gonfaloni della città di Campobasso e della Regione Molise che hanno aderito alla manifestazione pacifica

«Questa manifestazione si è resa necessaria perché il governo nazionale ha ritenuto di consentire ad un società (la multinazionale Petroceltic Italia, ndr) la ricerca del petrolio a largo delle Isole Tremiti – ha spiegato l’onorevole manfredoniano Michele Bordo – Una scelta che noi non possiamo assolutamente condividere e neanche tollerare perché il mare Adriatico è una risorsa fondamentale per le nostre comunità, soprattutto per il turismo e la pesca. Dobbiamo continuare a batterci per queste risorse che per noi rappresentano l’unica opportunità per costruire il futuro». «Intanto, abbiamo presentato una proposta di legge con la quale chiediamo al governo di istituire nel mare Adriatico una zona di protezione ecologica – conclude l’onorevole – attraverso la quale impedire ogni tipo di attività come questa per la quale stiamo protestando e che impegnerebbe il governo a prevedere risorse finanziarie, anche importanti, proprio per valorizzare le risorse che l’Adriatico custodisce»

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