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Impronta ecologica: ecco come ridurla

20080625 - ROMA - FIN - COMMERCIO: VENDITE DETTAGLIO APRILE -2,3%, PEGGIORE DA 2005. Un carrello vuoto in un supermercato deserto in una foto del novembe 2007. Secondo i dati dell'Istat, le vendite al dettaglio ad aprile sono calate del 2,3% rispetto ad aprile 2007: e' il dato peggiore da aprile 2005, quando il calo fu del 3,9%.                   ANSA/ARCHIVIO/MARIO DE RENZIS/i50

Grazie al carrello della spesa tutti possono calcolare il prezzo ambientale del cibo che arriva sulle tavole: un supermercato virtuale attraverso cui si può osservare quanto le nostre scelte alimentari siano responsabili di emissioni di gas a effetto serra (ANSA/ARCHIVIO/MARIO DE RENZIS/i50)

L’umanità ha superato tutte le risorse ambientali disponibili. Il Pianeta va in rosso il 27 settembre, l’Overshoot Day, secondo i dati del Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che promuove la scienza della sostenibilità lavorando sull’impronta ecologica. Non bisogna però disperare: sono già attive numerose iniziative per aiutare la Terra in affanno. Un allarme che può dunque costituire «uno stimolo fortissimo per accelerare la trasformazione del nostro sistema economico verso una strada di sostenibilità e di una nuova economia che metta al centro il valore del capitale naturale, senza il quale non esiste benessere e sviluppo economico nelle nostre società», come ritiene Gianfranco Bologna, direttore scientifico WWF Italia. E proprio dal Wwf arrivano alcuni strumenti utili ad alleggerire la nostra impronta ecologica sul Pianeta. Sul sito www.improntawwf.it l’associazione ambientalista ha elaborato due programmi interattivi per calcolare il “peso ambientale” delle nostre abitudini quotidiane. Così grazie al carrello della spesa tutti possono calcolare il prezzo ambientale del cibo che arriva sulle tavole: si tratta di un supermercato virtuale attraverso cui si può osservare quanto le nostre scelte alimentari siano responsabili di emissioni di gas a effetto serra e da quest’estate (grazie alla collaborazione con Mutti) anche quanta acqua “mettiamo nel piatto”. Invece il calcolatore dell’impronta di carbonio viene in aiuto per scoprire  quanto le  attività quotidiane contribuiscono alle emissioni di anidride carbonica nell’arco di un anno. Il calcolatore misura l’impronta di carbonio e  mostra  la differenza tra lo stile di vita dell’italiano medio e quello dell’abitante medio del Pianeta. Queste iniziative mirano a ridurre i consumi, secondo quanto auspicato dal WWF e dalla comunità  scientifica internazionale, per contrastare i cambiamenti climatici.

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