Impresa ed etica al salone dell’innovazione sociale

L’impegno per la sostenibilità dell’impresa ha fatto tappa a Bari

L’ impresa alla ricerca di una strada etica e sociale. Più che un momento di riflessione e confronto, una vetrina. Uno spazio dove poter far conoscere le proprie attività alla ricerca di un filo etico e una responsabilità sociale, che spesso non sono sinonimo, appunto, di impresa. È ciò che ha rappresentato per una decina di aziende del territorio pugliese il Salone della sostenibilità e della innovazione sociale nell’aula magna dell’Università Lum Jean Monnet, all’interno del Baricentro di Casamassima. Si tratta della terza delle otto tappe tra le città italiane.

Agenda 2030 dell’Onu

Al centro degli interventi della mattinata, l’obiettivo 8 dell’Agenda 2030 dell’ONU (incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti), a partire dal lavoro di impresa. In sala, dirigenti e rappresentanti delle aziende aderenti all’iniziativa hanno avuto dieci minuti a disposizione per raccontare le diverse esperienze di sostenibilità.

Tra loro As Labruna, Bawer, Caffè Crème, Cisa, Comune di Andria, Di Leo Pietro, Enel, Gts Holding, Terme Margherita di Savoia. Tra queste, ovviamente, ci sono alcune che, proprio sul territorio pugliese, hanno impianti con un impatto sull’ambiente pesante, tanto da essere sottoposte a iter autorizzativi complessi, controlli, critiche, proteste dei cittadini e, delle volte, anche inchieste della magistratura. Come quelle che hanno riguardato la centrale a carbone di Cerano, nel brindisino, gestita proprio dall’impresa Enel, al culmine di contestazioni e manifestazioni da parte di comitati e forze politiche.

Impresa e Salone innovazione sociale
Aula Magna Università LUM Jean Monnet

Enel e Di Leo, esperienze diverse per una impresa etica

Antonio Coccia, di Sostenibilità Italia Enel, ha invece rivendicato, proprio per la centrale a carbone Federico II, l’investimento di 170 milioni di euro, per l’abbattimento delle emissione dei polverini, oltre ai progetti Puglia active network, Bari smart city e Future in Puglia, che vanno dall’incremento di colonnine per auto elettriche a sistemi intelligenti per il monitoraggio e il risparmio energetico.

Interessante anche l’intervento di Pietro Di Leo, amministratore unico del biscottificio impegnato nella raccolta fondi per la difesa dell’habitat dell’orango di Sumatra, a rischio estinzione. Ciò avviene con la campagna All’orango io ci tengo, promossa dalla sua impresa, che destina l’1% del prezzo della spesa dei prodotti della linea Fattincasa al progetto per la salvaguardia dei primati. Mariana Bianco, dirigente della ditta Caffè Crème, ha parlato di un’azienda giovane, dove la metà di chi ci lavora è donna e dove c’è particolare attenzione verso le problematiche sociali dei territori da cui si approvvigiona delle materie prime, seguendo la filiera del commercio equo e presentando il bilancio di sostenibilità.

L’abbattimento delle emissioni di Co2 è stato al centro del dialogo, invece, tra Ciro Armigero, responsabile dell’impresa di logistica Gts Holding, e Graziano Altieri, ricercatore dell’Università Lum. «Grazie al trasporto delle merci sui treni – ha spiegato Armigero – e alle nostre 14 locomotive, si arriva a risparmiare 438 chilogrammi di emissione di anidride carbonica. L’obiettivo, per tutti e tutto il trasporto transnazionale, è quello di arrivare nei prossimi decenni al 50% delle merci in viaggio su rotaia rispetto a quelle su gomma».

 

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