Impianto Newo, il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar. Il fronte del No: ‘Attoniti’

Il cancello dietro il quale Newo intende costruire l'inceneritore - FOTO ARCHIVIO

“Lascia attoniti la sentenza del Consiglio di Stato, con la quale viene completamente ribaltata la sentenza del Tar di Bari a favore del Comitato No Inceneritore. E’ un brutto scivolone, tra i punti più vistosi”.

A puntare il dito contro le motivazioni della quarta sezione dei giudici di Palazzo Spada che, dando via libera all’impianto di ossicombustione della Newo spa nella zona industriale di Bari, “rinnegano, senza dichiararlo in sentenza, i pronunciamenti del 2018 sulla base dei quali il Tar di Bari si era pronunciato”, è il Comitato No Inceneritore rappresentato in giudizio da Luigi Campanale.

corsina depalo
La presidente del comitato “No inceneritore”, Corsina Depalo, durante una delle tante manifestazioni contro l’impianto

Lo presiede Corsina Depalo che in una nota dice: “La singolarità della sentenza sta nel fatto che nulla viene detto dai giudici,  restando silenti sul punto,  in riferimento al fatto che compete allo Stato e non alla Regione, autorizzare il materiale sottoposto ad incenerimento non catalogato a livello Europeo”.

Il Comitato insieme al Circolo di Lega Ambiente Miran Hrovatin di Palo del Colle, cofirmatario del ricorso, “a fronte di una deludente attività istituzionale hanno sollecitato, in primis il sindaco di Bari, nonché tutti i sindaci del territorio interessati, a costituire un gruppo di studio per contrapporre altre azioni giudiziarie alla sentenza”. Il comitato ha inoltre convocato a breve un’assemblea per decidere sui percorsi da mettere in atto.

Il No del Comune di Bari

Sulla stessa linea si è già espresso anche il Comune di Bari. “Purtroppo la sentenza del Consiglio di Stato sembra consentire la ripresa dell’iter autorizzativo per la realizzazione dell’impianto tra Bari e Modugno. Ciò ci lascia perplessi – spiega il sindaco di Bari Antonio Decaro – visto che i Comuni interessati e i comitati hanno avuto modo, più volte, e non solo sul piano giudiziario, di rappresentare al dipartimento Ambiente della Regione Puglia, titolare del provvedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale in favore della NewO, le ragioni della loro ferma opposizione. Per questo seppur nel massimo rispetto che si deve alla giustizia e alle sue sentenze, continuiamo a credere che la realizzazione di un impianto industriale, che prevede l’utilizzazione in grande scala di una tecnologia mai testata in impianti di grandi dimensioni, le cui verifiche sperimentali non hanno dato risultati univoci, non sia quello di cui il nostro territorio ha bisogno.

Alla luce di questo, già in queste ore, ho chiesto ai legali che per conto del Comune di Bari hanno seguito l’iter giudiziario, di convocare una riunione con tutte le parti interessate, che come noi – dice il sindaco di Bari – si sono opposte al provvedimento. Insieme valuteremo compiutamente gli effetti della sentenza e le azioni da intraprendere”.

Il No del Comune di Modugno

La nostra terra non si tocca! Il nostro territorio non deve ospitare un inceneritore”. Arriva da un post il no del Comune di Modugno all’impianto per il trattamento e il co-incenerimento di rifiuti speciali nella zona industriale di Bari. “Una sentenza che di fatto annulla quella del Tar Puglia del 13 dicembre scorso e riapre una partita che sembrava ormai chiusa.

A nulla – scrive il sindaco di Modugno Nicola Bonasia – sono valse tutte le osservazioni presentate dal nostro Comune con quello di Bari, dell’Aro Ba 2 (Binetto, Bitritto, Giovinazzo, Sannicandro di Bari, Bitetto e Palo del Colle) e di alcune associazioni ambientaliste. A nulla è valso il parere dei giudici del Tar che hanno ritenuti validi e ostativi tutti gli elementi che avevamo presentato.

Non ci fermeremo, continueremo a fare fronte comune, a lottare insieme, contro impianti ormai superati e dannosi come questo. Continueremo a batterci in ogni sede per la gestione sostenibile delle risorse, la raccolta differenziata ed il riuso (e non l’incinerazione) dei materiali. Insieme siamo più forti. Insieme possiamo farcela”.

La vicenda

Nel gennaio 2018 la Regione Puglia dà parere favorevole alla compatibilità ambientale del progetto per la realizzazione di un impianto per trattare rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi dai quali ricavare energia.

Leggi Rifiuti. Bari, l’ inceneritore della discordia fa saltare il Piano regionale?

La Newo spa chiede l’avvio della procedura Via e Aia. Il Comune di Bari, i Comuni dell’Aro 2 (Modugno, Binetto, Bitritto, Giovinazzo, Sannicandro di Bari, Bitetto e Palo del Colle), e di Bitonto ricorrono al Tar. Ragioni ambientali, urbanistiche e tecniche motivano il no.  Leggi Impianto Newo, No dei sindaci dell’Aro Ba/2 

Il Tar annulla l’autorizzazione regionale. Leggi Impianto NewO, il Tar accoglie il ricorso del Comune di Bari

A gennaio la Newo fa ricorso.

La quarta sezione del Consiglio di Stato ribalta il verdetto: l’autorizzazione della Regione non presenta vizi di illegittimità e non è in contrasto con la programmazione nazionale e regionale in materia di rifiuti. Quanto alla “natura sperimentale” della tecnologia, l’azienda – osserva il Consiglio di Stato – ha dimostrato come quella progettata per il recupero dai rifiuti di materiale ed energia sia innovativa. La sicurezza, l’utilizzo di procedure ormai da oltre 10 anni, l’assenza di incidenti in impianti analoghi, il piano di monitoraggio sono elementi che inducono a concludere che per la salute pubblica non ci siano pericoli.

L’impianto Newo

Home page Newo Spa Foggia (newospa.it/progetto-bari/cosa-gestisce-limpianto/)

La Newo spa di Foggia spiega sul suo portale che l’impianto da realizzare a Bari “è perfettamente in grado di gestire ogni frazione di matrici residuali derivate dal trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e da raccolta differenziata, risultando uno strumento di straordinario supporto per gli operatori impegnati nella gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche nelle delicate fasi intermedie e di passaggio dall’indifferenziato alla raccolta differenziata, con successivo riciclaggio e recupero di materia. Nel dettaglio la tecnologia è perfettamente in grado di supportare gli operatori:

  • nel passaggio da indifferenziato a differenziato, attraverso l’utilizzo della tecnologia di ossicombustione nella gestione di frazioni non ottimizzate e non ottimizzabili tipiche della fase intermedia
  • nella gestione ottimizzata della raccolta differenziata, attraverso l’utilizzo della tecnologia di ossicombustione per la gestione delle frazioni non avviabili al recupero e/o delle frazioni di risulta dalle operazioni di recupero di materia
  • nella gestione dei flussi non differenziati e non differenziabili, attraverso l’utilizzo della tecnologia di ossicombustione a valle degli impianti di tritovagliatura meccanica”. 

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