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Imballaggi, serve il recupero

La raccolta differenziata di imballaggi ad ottobre interesserà i quartieri di Palese e Santo Spirito. L’intervento s’inserisce nell’attività di revisione realizzata dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai). L’amministrazione comunale, grazie anche ad un finanziamento regionale, sta già provvedendo nell’acquisto di mezzi ed attrezzature. Sono alcune delle novità emerse nell’ambito di un recente seminario promosso dalla Sezione Ambiente di Confindustria Bari e Bat.

«E’ un percorso – ha spiegato Giuseppe Dalena, delegato ambiente di Confindustria Bari e BAT – che abbiamo intrapreso con il Consorzio nazionale di imballaggi perché l’incremento della raccolta differenziata non è controbilanciata dal recupero. E’ un mezzo per poter ottenere gli indici stabiliti dalla norma ma serve l’avviamento a recupero dei rifiuti differenziati».

Balle di carta recuperata

Debutta ad ottobre la raccolta di imballaggi a cura del Conai a Palese e Santo Spirito

Il responsabile dell’Area progetti territoriali speciali di Conai, Fabio Costarella, ha espresso «l’impegno del consorzio in Puglia che ha operato scelte importanti sulla revisione della governance passando dagli Ato agli Aro. E’ stata una scelta importante perché le altre regioni ci stanno arrivando adesso con difficoltà anche se in maniera un po’ diversa. Abbiamo individuato un piano strategico per le regioni del Sud grazie all’accordo con l’Anci ed interveniamo in sostegno dei comuni per la riorganizzazione dei servizi dei rifiuti d’imballaggio. Ci sono segnali molto positivi. Nel 2015 sono stati avviati a riciclo di 43 chili pro capite di rifiuti di imballaggio. La Puglia è una regione che sta crescendo più velocemente di altri territori grazie alla raccolta differenziata che realizzano i comuni. Se la Puglia manterrà il trend di crescita degli ultimi anni, potrà anche esportare il modello di governance».

Sono molte, comunque, le novità legislative introdotte nella gestione dei rifiuti. L’esperto di diritto dell’ambiente, Paolo Pipere, ha spiegato che «Nel 2015 è entrato in vigore il nuovo regolamento per l’attribuzione di pericolo ai rifiuti. Sono state introdotte una serie di modifiche che hanno riguardato l’elenco dei rifiuti, le nozioni di base di produttori di rifiuti e deposito temporaneo, il luogo in cui gli stessi sono raggruppati in attesa di essere avviati a recupero e smaltimento. Di recente – ha continuato – è stato emanato anche un nuovo regolamento che disciplina l’uso del sistema di tracciabilità che si applica ai rifiuti pericolosi ed in prospettiva ci sono anche novità importanti per alcuni settori, come il regolamento per i materiali di scavo, la disposizione sull’obbligo di ritiro da parte di negozianti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di grandi dimensioni anche nel caso di mancato acquisto di nuovi prodotti. Sono molte le modifiche – ha concluso – che meritano la massima attenzione perché creano difficoltà interpretative ed operative alle imprese e sono molto difficili da contestualizzare. La vera emergenza è rendere queste norme più efficaci e comprensibili».

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