Ilva, Riva ricorrono contro Piano Ambientale

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Bonifica ambientale, messa in sicurezza degli impianti, innovazione tecnologica: questi i tre cardini del Piano Ambientale dell’Ilva realizzato dal commissario Enrico Bondi.

Oltre a prevedere tutti gli interventi dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, il piano punta a forme di produzione innovative e più pulite. La nuova produzione si dovrà basare su preridotto e gas come nuovo sistema per produrre acciaio. Il preridotto fa a meno dell’agglomerato di minerali mentre il gas sostituisce il coke prodotto dalle cokerie, aree più inquinanti del siderurgico. L’Ilva ha già avviato la sperimentazione del solo preridotto di ferro, per ora acquistato dall’estero, nelle acciaierie e negli altiforni. Inoltre, si è data l’obiettivo di produrre con questa tecnologia 2,5 milioni di tonnellate sugli 8 milioni annui che sono la quota produttiva fissata dall’Aia; il preridotto di ferro sarà prodotto a Taranto dopo il 2015, anno in cui si concluderà la sperimentazione.

Riva Fire ha depositato al Tar del Lazio un ricorso contro le misure contenute nel Piano Ambientale dell’Ilva. Da Legambiente sottolineano come «i Riva contestano proprio quella misura che abbatterebbe in modo sostanziale le emissioni inquinanti, ostacolando la già precaria gestione commissariale che tenta di affrontare una situazione complicata per la quale non si riesce ancora a trovare una definitiva via di uscita».

«È da irresponsabili fare ricorso al Tar in un momento delicato come quello in corso». L’auspicio di Legambiente e che il Tar rigetti il ricorso dei Riva, confermando il Piano Ambientale.

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