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Ilva: no a sequestro

La procura di Taranto ha respinto la richiesta dei carabinieri del Noe di Lecce di emettere un provvedimento di sequestro nei confronti di alcuni impianti dell’Ilva di Taranto. Il Nucleo operativo Ecologico ha deciso di rivolgersi ai magistrati dopo che i controlli compiuti nell’arco di 120 giorni hanno evidenziato una serie di anomalie come l’accensione delle torce di acciaieria. La notizia arriva da uno dei legali dello stesso stabilimento siderurgico, l’avvocato Francesco Perli, che in una nota conferma la decisione del procuratore capo della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio. Il legale ha tenuto inoltre a precisare che «il Tar della Puglia, pronunciandosi sulle emissioni inquinanti del siderurgico di Taranto, ha annullato, con sentenza del 15 giugno 2011 l’ordinanza del sindaco, Ippazio Stefano (che riportava la presenza di sostanze cancerogene nel quartiere Tamburi, in prossimità dello stabilimento, ndr), in quanto emessa su dati e misurazioni non attendibili e riconoscendo come l’Ilva abbia già realizzato tutti gli adeguamenti necessari per essere in linea con le migliori tecniche disponibili al momento esistenti». Il sequestro era stato chiesto nell’incidente probatorio in cui è stato disposto l’affidamento della nuova perizia sull’inquinamento.

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