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Illuminiamo il Futuro con Save the Children

Lo scorso 21 settembre, nel quartiere Poggio Tre Galli a Potenza, è stato inaugurato il nuovo “Punto Luce” di Save the Children. Il nuovo polo educativo, uno spazio di 200 metri quadrati che sorge in uno dei quartieri più popolosi della città, è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Potenza e sarà gestito da Save the Children in partenariato con la Cooperativa Sociale AppStart. Nel Punto Luce bambini e ragazzi potranno usufruire del servizio di sostegno scolastico e di invito alla lettura, partecipare ad attività motorie e sportive, laboratori musicali, teatrali, di danza e di educazione all’uso dei new media.

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Quasi il 21% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 31% in matematica (fonte: Save the Children)

Il Punto Luce di Potenza arricchisce la rete nazionale di centri dedicati alla lotta alla povertà educativa che Save the Children ha attivato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro” lanciata a maggio 2014 e che comprende attualmente 18 Punti Luce distribuiti sul territorio nazionale in 11 Regioni. I Punti Luce sono centri ad alta densità educativa che sorgono in quartieri particolarmente difficili delle città, nei quali i ragazzi posso usufruire di spazi appositi dove studiare, giocare, frequentare laboratori, corsi, attività culturali o sportive che altrimenti sarebbero loro precluse. Sono previsti inoltre, servizi di invito alla lettura e di educazione alle nuove tecnologie che avvicinano i ragazzi all’uso consapevole di strumenti come il web e i social network.

La Basilicata è l’unica regione del Sud a figurare tra le “virtuose”, con il più basso indice di povertà educativa tra le Regioni del sud, come emerge dal rapporto di Save the Children Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?, e il relativo indice di povertà educativa (IPE) regionale; inoltre, la Regione risulta la prima in Italia per scuole che offrono il tempo pieno (non presente in Basilicata nel 49% delle primarie e nel 41% delle secondarie di primo grado, dato che a livello nazionale si alza rispettivamente al 68% e 80%). In Basilicata, tuttavia, è scarsa l’offerta di servizi all’infanzia (con una percentuale del 7%, minore della media nazionale che si attesta al 13%) e seriamente insufficiente l’offerta di mense scolastiche (disponibili solo per il 51% degli alunni in Basilicata, contro la media nazionale del 52%).

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Bambini e ragazzi potranno usufruire del servizio di sostegno scolastico e di invito alla lettura, partecipare ad attività motorie e sportive, e infine a vari laboratori

La metà degli studenti in Basilicata (51%) frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’apprendimento. Ne risentono per primi i risultati ottenuti dai ragazzi: quasi il 21% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 31% in matematica (sono rispettivamente il 20% e il 25% a livello nazionale), con un tasso di dispersione scolastica del 12% (che però è minore della media italiana del 15%[2]). Con questo tasso di dispersione, la Basilicata si avvicina alla soglia massima del 10% fissata dall’Unione Europea nel 2020, ma è ancora lontana dall’obiettivo del 5% da raggiungere per il 2030. Emerge, inoltre, una connessione molto forte tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione e formazione. In più, restano ancora molto limitati i programmi didattici volti a favorire l’acquisizione di competenze digitali da parte dei minori.

 

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