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Il valore delle foreste

Lo scorso 20 settembre la Commissione Europea, con una comunicazione al Parlamento e al Consiglio UE, COM (2013) 659 final, ha approvato la strategia UE per le foreste, con il chiaro intento di valorizzare il potenziale del patrimonio boschivo e forestale comunitario, in quanto estremamente prezioso non solo ai fini dello sviluppo rurale ed economico dell’UE, ma anche ai fini della tutela ambientale, della biodiversità, della bioenergia e della lotta al climate change, recando svariati “benefici ecologici” .

Mappa europea delle foreste

Le foreste, infatti, ricoprono  più del 40% della superficie dell’Unione Europea, per cui vanno considerate e tutelate quasi come una risorsa primaria (si pensi al fatto che le biomasse forestali e, nello specifico, il legno, garantiscono la produzione di circa la metà delle energie rinnovabili complessive nell’UE), attraverso una loro gestione sostenibile, mirante alla produzione di beni, servizi ed occupazione. Lo stesso commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Ciolos ha dichiarato, infatti, che “le foreste costituiscono ecosistemi fondamentali, oltre ad essere una fonte di ricchezza e di occupazione nelle aree rurali, se sono gestite come si deve”.

Dunque la nuova strategia di gestione sostenibile delle foreste, la quale ha richiesto ben due anni di consultazioni e di intensa collaborazione tra la Commissione e i governi nazionali, va a sostituire e rinnovare quella precedente del 1998, in quanto il mutato scenario economico, politico e ambientale degli ultimi quindici anni ha richiesto una profonda rivisitazione della materia.

Legni europei utilizzabili provenienti da foreste sostenibili

La strategia del ’98, infatti, era prevalentemente basata sui principi giuridici della sussidiarietà e corresponsabilità, per cui la politica forestale rientrava nella sfera di competenza degli Stati membri, sebbene l’UE avesse la facoltà di intervenire per garantirne l’effettiva attuazione, tramite politiche comuni, basate proprio sulla condivisione della responsabilità, coordinando politiche interne e politiche comunitarie.

Adesso, invece, tutti gli Stati membri sono stati chiamati a collaborare direttamente e sinergicamente con l’UE, per forgiare un programma normativo nuovo, al passo con i tempi e organico, che vada oltre il concetto di sussidiarietà, che risulti quasi “direttamente e omogeneamente applicabile” in tutta l’UE e che sia tale da rivalutare la cosiddetta catena di valore delle foreste (cioè l’utilizzo delle risorse forestali per produrre beni e servizi).

Il nuovo programma, infatti, raggruppa vari aspetti di più ambiti politici complementari, tra cui, come accennato, sviluppo rurale, imprese (si vogliono incentivare proprio le imprese forestali dell’UE, per incrementare l’occupazione e l’economia; tant’è che la Commissione ha pubblicato un piano di attività per sostenere le industrie del legno), ambiente, bioenergia, climate change, ricerca e sviluppo; tutti aspetti già trattati nella strategia del 1998 ma con un approccio più organico e giuridicamente omogeneo.

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