Il turismo post Covid? Sarà sostenibile e in autobus

Foto di Konrad Krajewski da Pixabay

La ricerca di Flixbus sul turismo green di prossimità. Ma un viaggio con i mezzi pubblici e con l’autobus riduce l’inquinamento

Anche questa estate avremo un turismo di prossimità. Ciò è evidente dalla curva dell’epidemia e da come si sta evolvendo la distribuzione e somministrazione dei vaccini. Il turismo di prossimità permette di valorizzare la dimensione locale ma anche di investire in pratiche sempre più sostenibili e green, proprio perché si impara a conoscere il proprio territorio, le sue peculiarità e si comprende così la necessità di affidarsi alle dinamiche naturali e ambientali per poter crescere.

Ma le persone sono consapevoli della necessità di ripensare il proprio modo di viaggiare? È da questa domanda che muove lo studio «Il viaggiatore green», commissionato da FlixBus all’istituto di ricerca Squadrati e somministrato a un campione di 850 Italiani dichiaratamente ecologisti, che dimostra l’esistenza, in Italia, di una comunità di viaggiatori responsabili disposti ad accogliere la sfida di una rivoluzione ecologica nella mobilità. Lo studio indaga i comportamenti degli Italiani attenti all’ambiente con riferimento al viaggio e, in generale, allo stile di vita, per individuare i preconcetti e le criticità che rischiano di ostacolare la piena affermazione di una concezione propriamente green del viaggio.

Una prima considerazione rilevante: molti intervistati utilizzano l’auto privata per spostarsi, sia in città che fra una città e l’altra, per l’assenza di alternative. Infatti, l’83% dichiara che rinuncerebbe all’uso del mezzo personale se potesse arrivare a destinazione con mezzi collettivi, e il 53% sarebbe pronto a raggiungere la meta con più mezzi, ma meno inquinanti.

Inoltre, anche chi dichiara di avere a cuore l’ambiente vi presta meno attenzione in vacanza: il 44% degli intervistati indica come prioritari il contenimento dei costi, il 17% la brevità del viaggio e il 12% il numero ridotto di cambi; solo per il 4% il contenimento delle emissioni è cruciale nella pianificazione del soggiorno. L’esigenza di comodità in vacanza si riflette nelle preferenze accordate ai mezzi di trasporto: l’auto è la soluzione preferita per le vacanze in Italia, l’aereo per quelle all’estero.

In sintesi, le carenze infrastrutturali vincolano a scelte di viaggio meno ecologiche anche gli Italiani più responsabili, che in vacanza diventano inoltre più esigenti a livello di comodità. Per una ripartenza del turismo che abbracci le esigenze di una svolta green è cruciale che gli attori del settore collaborino per rendere l’infrastruttura sempre più efficiente e attrattiva.

Un altro ostacolo alla ripresa in chiave green del turismo e della mobilità è rappresentato dalla scarsa consapevolezza dell’anima green dell’autobus, un problema che riguarda soprattutto le generazioni più anziane. Secondo lo studio, l’autobus patisce infatti una maggiore diffidenza sul tema dell’inquinamento rispetto ad altri mezzi come il treno, ritenuto assai più sostenibile: il 65% degli intervistati dichiara che userebbe gli autobus a lunga percorrenza «se non inquinassero», e solo il 9% li userebbe per compiere un viaggio in modo green.

Eppure, l’autobus può sostituire fino a 30 auto su strada, contribuendo significativamente a contenere il livello di CO2, e quindi rappresenta, di per sé, una soluzione green. Il livello di sostenibilità aumenta nel caso di autobus alimentati con fonti di energia alternative, tema caro a FlixBus, che, primo fra gli operatori della lunga percorrenza, ha sperimentato gli autobus elettrici e a energia solare, e ha messo a progetto il lancio dei primi autobus a idrogeno. Inoltre, non vanno dimenticate le iniziative ad hoc, come l’accordo tra FlixBus e l’ONG Atmosfair, attiva nella realizzazione di progetti di tutela del clima certificati ONU, grazie a cui i passeggeri possono compensare le emissioni di CO2 prodotte in viaggio, azzerando in questo modo il proprio impatto.

E difatti, l’autobus viene indicato nella ricerca di Squadrati come opzione di viaggio preferita da più di 1 Millennial su 5 (21%) e da quasi 1 su 4 fra gli appartenenti alla Generazione Z (23%), da sempre la fetta predominante del pubblico di FlixBus, complici sì i costi ridotti, ma anche una più spiccata consapevolezza dei benefici derivanti da un approccio intermodale al viaggio.

D’altronde, se i Millennials (24-39 anni) e la Generazione Z (18-23 anni) si dichiarano propensi a utilizzare mezzi collettivi, i Baby Boomers (54-64 anni) accordano una netta preferenza all’auto privata (68%), confermando l’esistenza di un profondo divario generazionale nelle modalità con cui gli Italiani che dichiarano un orientamento green si relazionano alla mobilità.

Supportare la ricerca sulle fonti alternative, sensibilizzando al tempo stesso le generazioni meno giovani circa la reale identità ecologica dell’autobus per eliminare in via definitiva il bias legato all’inquinamento, appare quindi un ulteriore passo da intraprendere nella direzione una comunità di viaggiatori sempre più responsabili.

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