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Il trasporto in Puglia punta sul ferro e sulle vie ciclopedonali… patto di stabilità permettendo

Pedonalità, ciclopedonalità, trasporto pubblico, trasporto privato, sosta e parcheggi, tutti insieme formano una componente essenziale per il sistema di mobilità sostenibile, essenziale, oggi, per il funzionamento di una grande città – e della vita dei suoi abitanti -, di un centro metropolitano, quale Bari aspira a diventare, con molte probabilità il prossimo anno, di una regione che della sostenibilità ha fatto la sua vocazione, come la Puglia. Il sistema, però, necessita di pianificazione, programmazione e attuazione integrata. Ne abbiamo parlato con l’assessore alla Mobilità della Regione Puglia Gianni Giannini, con delega alle Reti e alle Infrastrutture.

Assessore Giannini, a che punto è il piano regionale rispetto al programma?

Giovanni Giannini

Siamo nella media dell’utilizzo dei finanziamenti europei, abbiamo messo in piedi dei tavoli per accelerare l’utilizzo da parte delle province delle risorse messe a disposizione con i FAS, perché c’è la scadenza del 31 dicembre del 2013 data entro la quale debbono essere sottoscritti gli atti giuridicamente vincolanti, cioè le aggiudicazione delle gare. Per quanto attiene i FESR siamo nella media regionale, circa il 40 – 50 % degli impegni rispetto alle disponibilità. Ovviamente, questo dato non può essere letto senza soffermarsi sul fatto che il Patto di stabilità limita notevolmente l’utilizzo delle risorse.

La bozza della legge di Stabilità sarà presentata proprio in questi giorni in Consiglio dei ministri (oggi, 15 ottobre 2012, per chi legge). Secondo lei ci sono buoni segnali?

Il presidente del Consiglio, all’inaugurazione della Fiera del Levante, su sollecitazione del governatore Vendola, si è impegnato a produrre un provvedimento che allenti un po’ il patto di stabilità per le quote di cofinanziamento rispetto alle risorse europee.

E rispetto al resto d’Europa come siamo messi?

Noi stiamo nell’“Obiettivo uno”, quindi il raffronto dobbiamo farlo con le altre zone dell’Obiettivo uno. Credo che la Puglia, con Veneto e, forse, Lombardia siano le tre regioni che utilizzano al meglio le risorse europee. Un dato questo che non viene contestato neppure dall’opposizione.

Il 1° ottobre scorso lei ha firmato un protocollo per il raddoppio della FAL Bari – Toritto

Un vagone adibito al trasporto delle biciclette. Il cliente con regolare biglietto che viaggia con la sua bicicletta al seguito, contatta il capotreno che gli rilascia una ricevuta a titolo gratuito per il mezzo a due ruote

Stiamo sviluppando tutta una serie di iniziative relative al nuovo piano regionale dei trasporti. La cui adozione è propedeutica all’utilizzo dei fondi europei della prossima programmazione 2014 – 2020. Poi, per delle scadenze stabilite dal legislatore nazionale, dobbiamo fare una serie di cose. Dobbiamo fare il piano di riprogrammazione entro questo mese di ottobre, pena la perdita di una quota, pari al 10% del finanziamento, che lo Stato eroga solo in presenza di determinati requisiti: uno è l’efficentamento; il secondo è il rapporto positivo costi/ricavi delle società di gestione del servizio pubblico locale e terzo è il rapporto tra il materiale rotabile e i carichi di utenza. Noi stiamo procedendo a una riprogrammazione del servizio di trasporto pubblico locale, ispirata all’efficentamento, quindi all’eliminazione delle linee superflue. Il Governo ha fissato il principio della modalità di trasporto sostenibile: quindi tutta la programmazione dei fondi europei è finalizzata allo spostamento, quanto più possibile, dei chilometri dalla gomma al ferro.

Utilizzando una clausola del regolamento europeo 1370/2007, però, la data in cui si potrà celebrare la gara unica è stata fissata al 2018 (la concessione per il trasporto pubblico su gomma scade il 31 dicembre 2013, quella per il trasporto su ferro scade il 31 dicembre 2015), momento in cui le aziende in concessione devono anche arrivare alla fine del collaudo delle infrastrutture, dopo aver trasferito teoricamente tutta la gomma su ferro.

Abbiamo presentato un disegno di legge che prevede l’aggiornamento dei corrispettivi delle Province – spiega Giannini – a partire dall’anno prossimo. A ottobre faremo il piano di riorganizzazione. A fine anno presenteremo un piano triennale dei servizi e a gennaio il nuovo piano regionale dei trasporti.

Parliamo adesso della metropolitana Bari – San Paolo. Il giorno 7 scorso lei è stato sul cantiere, a che punto sono i lavori del nuovo tratto Ospedale – Zona Cecilia?

La metropolitana Bari – San Paolo fungerà anche da circolare all’interno del quartiere stesso

È stata realizzata gran parte della linea, resta l’ultimo tratto per il quale vanno reperite le risorse che cercheremo di individuare nella prossima programmazione 2014 – 2020. Quel servizio oltre a collegare il San Paolo alla città, fungerà anche da circolare all’interno del quartiere stesso; è un ulteriore pezzo che va ad aggiungersi alla rete metropolitana che con la Bari – Bitritto, con il raddoppio delle FAL Bari – Toritto e l’interramento del tratto di Modugno contribuisce a caratterizzare concretamente la città di Bari come città metropolitana, cosa che a livello normativo diventerà ufficiale dal 2014.

Parliamo adesso di ciclopedonalità: Copenhagen 400 chilometri di piste ciclabili e oltre 20mila biciclette che circolano in città durante le ore di punta; in tutta Europa, soprattutto al Nord, si recuperano le ferrovie dismesse per farne percorsi ciclabili. Da noi qual è la situazione, assessore?

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Proprio nei giorni scorsi ho partecipato all’inaugurazione di una ciclovia che collega Ruvo a Castel del Monte nell’area del Parco dell’Alta Murgia. Siamo impegnati anche a candidare ai finanziamenti europei una serie di progetti che stanno arrivando dal territorio, di realizzazione di piste ciclabili di un certo interesse, nell’ambito della Ciclovia Adriatica, stiamo realizzando la Ciclovia dell’Acquedotto. Una serie di comuni sta proponendo la realizzazione di piste ciclabili i cui progetti potrebbero essere inseriti nella programmazione 2007 – 2013 dei FESR e si realizzi una rete di ciclopedonalità importante.

In questa direzione va anche il protocollo d’intesa stipulato con le ferrovie per il trasporto di biciclette, per favorire i pendolari ma anche un modo per sviluppare politiche di sviluppo del turismo. Stiamo per proporre l’utilizzo di una linea ferroviaria che da Gioia del Colle arriva fino a Spinazzola che poi si biforca verso Rocchetta Sant’Antonio da una parte e verso Barletta dall’altra, per realizzare un progetto di treno storico con le stazioncine, che potrebbero essere trasformate in punti di ristoro con prodotti tipici della Murgia. E anche lì si potrebbe pensare a un percorso parallelo ciclopedonale. Naturalmente bisognerà fare i conti con le disponibilità finanziarie e la voglia dei privati di cimentarsi in progetti di questo genere perché sono progetti che non possono prescindere da parte dei privati.

Il Bike sharing è stato attivato tre anni fa e Bari è stato il primo capoluogo di Italia ad avviarlo. In tre anni, su 300 biciclette, 185 sono state rubate e 40 distrutte. L’uso della bicicletta condivisa è fallito? Anche a causa di questi atti di vandalismo? Il sindaco Michele Emiliano, a maggio scorso, aveva anche tuonato su Facebook che «Forse lo chiuderemo il servizio».

Il parco di biciclette alla Stazione centrale di Bari

Non è una questione di eliminazione, perché non viene condiviso l’utilizzo della bicicletta. Il problema è che quel tipo di iniziative o vengono rispettate dalla cittadinanza o diventano occasione di spesa costante per il bilancio delle città, che è insostenibile, perché con il patto di stabilità ci sono altre cose cui provvedere. Questo è un periodo in cui bisogna stabilire delle priorità. Se ci sono delle risorse che non influiscono sul bilancio quelle risorse vengono utilizzate. Lo stiamo facendo. Stiamo parlando di milioni di euro da candidare nella programmazione di utilizzo dei fondi europei. Per candidare un progetto al finanziamento europeo bisogna fare il progetto. Il progetto costa. Molto spesso i Comuni non hanno i soldi per pagare neppure il progetto. Stiamo vivendo una situazione veramente difficile. Dove neppure i Comuni che hanno i soldi li possono utilizzare. Bari ha un fondo cassa di 217milioni ma non li può utilizzare perché ci sono dei limiti imposti dal patto di stabilità.

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