Il tiramisù stampato in 3d 

tiramisu
Tiramisu con la stampante 3D

La Tiramisù World Cup scelta per stabilire gli standard del dessert. La rassegna nata a Treviso è stata chiamata a perfezionare “Ffoodini”, il macchinario in grado di “stampare” il cibo a distanza in 3d

 

La telefonata alla Tiramisù World Cup è giunta dalla Spagna, e più precisamente da Barcellona, dove la Natural Machines ha da tempo messo a punto Foodini, il macchinario in grado di “stampare” tridimensionalmente il cibo. E per creare il Tiramisù perfetto, ha chiesto l’aiuto alla TWC , la rassegna che da anni valuta centinaia di ricette preparate dai propri partecipanti e campioni della “sfida più golosa dell’anno”.

Stampante per dolci? Si può fare!

Tiramisu 3D? Sembra fantascienza, eppure è già realtà: è possibile creare e ricreare ricette gastronomiche a distanza, grazie ad una stampante tridimensionale che, finalizzata alla lavorazione del cibo, viene fornita degli ingredienti per realizzare i piatti per i quali ha ricevuto la ricetta via file. Ecco come funziona 

I piatti, che vengono realizzati con prodotti freschi, sono completamente commestibili e in grado di riprodurre il sapore della ricetta originale: «I puristi potrebbero rimanere quantomeno “scettici” dinanzi a questa nuova tecnologia, ma la realtà è che la stampa in 3D del cibo è un nuovo apparecchio in cucina: si sta diffondendo sempre più ed è un fenomeno da tenere d’occhio – ha raccontato Francesco Redi (organizzatore della Tiramisù World Cup), di ritorno da Barcellona, dove è stato a vedere (ed assaggiare) i risultati del macchinario spagnolo – . Siamo orgogliosi che la nostra realtà trevigiana sia stata chiamata a stabilire i criteri e perfezionare il funzionamento per ricreare il Tiramisù migliore, usando Foodini: quegli stessi criteri che sono poi i medesimi a cui i giudici della Tiramisù World Cup devono attenersi per valutare i dolci preparati dai nostri concorrenti durante le gare in tutti questi anni».

Per la competizione organizzata fin dal 2017 dalla Twissen, si tratta di un riconoscimento importante, che pone ancora una volta Treviso come polo di riferimento culturale (e non solo) del dessert italiano più famoso nel mondo: «Mi piace pensare che molti chef stiano già pensando a come poter sfruttare questa nuova tecnologia che permetterà alle loro creazioni gastronomiche di arrivare ben più in là della loro attuale rete commerciale», ha concluso Redi.

 

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