Il Teatro in città: un luogo per guarire dai malesseri fisici e metafisici del terzo millennio

Ad Andria si percepisce anche la mancanza di temi “forti” della vita che solo il teatro, oltre al cinema, offre ai suoi spettatori

Sono ad Andria, città in attesa da anni di un vero Teatro cittadino, nell’Auditorium “Paola Chicco”, uno spazio teatrale temporaneo ricavato nella scuola media statale Alessandro Manzoni che ospita Il Guaritore, uno spettacolo teatrale di Michele Santeramo, in transito in questa città, con Michele Sinisi, e la regia di Leo Muscato, co-prodotto dal Teatro Minimo e dalla Fondazione Pontedera Teatro, che ha aperto la stagione teatrale 2014 nella città.

La mancanza di un teatro in questa città si sente, si percepisce nell’aria, sia nei discorsi tra adulti attenti e sensibili che  tra i ragazzi, sbalorditi dall’incapacità dei sindaci che si sono succeduti sino ad oggi negli ultimi venti anni, nel realizzarne uno. Inoltre, nei dialoghi a bassa voce nei caffé o sui muretti urbani o tra i gruppi fuori delle sale cinematografiche nel centro storico, uno dei pochi luoghi dove si promuove la cultura in modo continuo, si percepisce anche la mancanza di temi “forti” della vita che, a mio avviso, solo il teatro, oltre al cinema, offre ai suoi spettatori. 

La guarigione proposta ne “Il guaritore” non offre cure possibili con l’ausilio della medicina o della chirurgia, ma propone percorsi conoscitivi dell’animo umano (nella foto di Domenico tangaro, una scena del lavoro teatrale)

Temi “forti” proposti in modo monotematico attraverso testi teatrali contemporanei, come nel caso de Il Guaritore, oppure con testi scritti in secoli precedenti. Nello specifico, il testo di Michele Santeramo sviluppa, attraverso la figura metaforica di un guaritore (Michele Sinisi) uno dei temi centrali dell’uomo nella vita contemporanea: come guarire gli uomini e le donne dai malesseri fisici e metafisici del terzo millennio. La guarigione proposta non offre cure possibili con l’ausilio della medicina o della chirurgia, ma propone percorsi conoscitivi dell’animo umano, dello stato interiore, delle scelte, delle volontà represse, attese, desiderate, dei flussi di coscienza, in cui la figura del guaritore, attraverso l’ascolto delle peculiarità individuali interiori, gioca un ruolo importantissimo; suggerisce cure possibili proponendo percorsi di vita nuovi, i quali, resi percepibili ai “pazienti”, creano una possibilità di guarigion.

La guarigione dai malesseri fisici e metafisici, che in molti in questo momento storico stiamo vivendo, per uscire dalla nebbia fitta del presente, si attua innanzitutto ascoltando il pensiero, gridato ad alta voce dagli adulti o sussurrato timidamente dai ragazzi della nuova generazione che cercano, in mille modi, di essere vivi e visibili ad una cieca e sorda generazione di adulti che li vive come un problema sociale e non come un’opportunità storica. Per guarire bisogna innanzitutto saper ascoltare le difficoltà gridate dagli adulti e dai giovani in difficoltà; comprendere la realtà degli altri per farla incontrare ed incrociarla con nuovi percorsi possibili di vita vera, fattibile. Guarire significa uscire dal buio del momento contemporaneo in cui più generazioni si ritrovano, oggi, inconsapevolmente.

Il teatro è il luogo in cui con l’ausilio del testo teatrale, le “catene invisibili” della crisi vengono spezzate (Foto Domenico Tangaro)

Guarire dalla crisi dei valori, dell’economia, dei rapporti sociali, politici, umani si può, ma per far ciò bisogna soprattutto comprenderne gli elementi che l’hanno costruita e scatenarli, toglierle le catene invisibili e il Teatro è il luogo in cui, con l’ausilio del testo teatrale, le “catene invisibili” le evidenzia, le esalta, le esplora, le spinge fuori dell’uomo, dall’interno dell’anima, per romperle.

L’esplorazione dello stato interiore dell’uomo solo il teatro può provocarla e, se provocata, amplia la possibilità d’immaginazione dei ragazzi e degli adulti. E’ il luogo per produrre la catarsi, l’ascolto, il racconto, l’esplorazione di anime interiori. E’ il luogo del racconto delle incertezze, delle passioni, dei progetti. E’ il luogo del pensiero progettuale dove idee e destini s’incontrano e s’intrecciano in una condivisione di percorsi di vita, rendendo gli uomini liberi: liberi e responsabili del proprio destino.

Il Teatro è un luogo strutturale nella società contemporanea e in una città capoluogo come Andria dovrebbe essere fisicamente presente ogni giorno della nostra vita quotidiana, perché la sua presenza sviluppa il suo ruolo sociale e la sua azione, guarendo gli uomini, entrando nel cuore dell’uomo, sciogliendo i nodi ed evidenziando le peculiarità positive, filosofiche e spirituali della vita contemporanea.

 

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