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Il sindaco di Bari Antonio Decaro incontra la Comunità Islamica di Puglia

imam - decaro

Da sinistra, L’imam Abdul Rahaman, Sharif Lorenzini e il sindaco Antonio Decaro

«Il fenomeno del terrorismo ha un’origine di carattere culturale e quindi spetta a noi andare a scovarlo laddove è presente ma siamo certi di affermare che senza dubbio si trova negli ambienti di svantaggio sociale, dove ci sono coloro che possono sentirsi emarginati».

Così Sharif Lorenzini Presidente della Comunità Islamica d’Italia (CIDI), nel corso di un incontro al Comune di Bari con il primo cittadino Antonio Decaro.

Una settimana dopo l’attentato a Parigi costato la vita a decine di persone, l’iniziativa ha l’obiettivo di studiare nuove strategie a sostegno dell’integrazione, della pace e della civile convivenza tra popolazioni di diverse religioni.

«Abbiamo il dovere di individuare questi soggetti emarginati e di recuperarli socialmente – ha dichiarato Lorenzini –, aiutandoli a sanarsi da un punto di vista socio culturale per fare in modo che diventino cittadini attivi nella società».

Da anni la Comunità Islamica di Puglia è in contatto continuo con le Forze dell’ordine, l’intelligence interna ha stabilito un clima di totale collaborazione con le stesse, per capire quali siano le fonti di rischio.

«Per questo – ha ribadito Lorenzini – siamo disponibili a segnalare i soggetti a rischio perché rappresentano un pericolo per la stessa comunità oltre che per tutti i cittadini baresi».

Il Corano e le parole del Profeta di Allah Mohammed dicono che è necessario aiutare il fratello musulmano sia quando subisce un’ingiustizia, sia quando la sta per compiere, evitando che la compia, ha spiegato il Portavoce Ufficiale del Consiglio Islamico Supremo dei Musulmani d’Italia.

A sostegno dell’integrazione e della pace reciproca la Comunità sta organizzando eventi come un corteo silenzioso all’inizio di dicembre, cui sono state invitate tutte le comunità religiose e laiche presenti in città.

«Questo è indispensabile – ha continuato Lorenzini – perché solo unendo tutte le forze sociali e religiose possiamo sconfiggere ogni eventuale attacco di queste persone malintenzionate. Con le religioni abbiamo un terreno comune ovvero le virtù e i valori morali che possono tranquillamente sovrapporre senza alcuna differenza».

Soddisfatto dell’incontro il sindaco Antonio Decaro. «Oggi avevamo un dovere che era quello di incontrarci per dare tranquillità a tutti – ha dichiarato il primo cittadino – ho apprezzato molto il sit-in dell’altro giorno, dopo l’attentato di Parigi. La Comunità Islamica di Bari è scesa in strada con noi e ha preso le distanze da quel terribile gesto e ho apprezzato molto le parole dei responsabili della comunità islamica».

Incontri periodici saranno avviati, ha annunciato Decaro, per uno scambio continuo di esperienze vissute ogni giorno in città.

Il sindaco ha ribadito che che la Comunità Islamica non ha nulla a che fare con il terrorismo, con quanto è accaduto a Parigi e con quanto sta accadendo in queste ore anche in altre parti del mondo.

«Coloro che compiono questi gesti assurdi sono persone che lavorano per interessi personali, per il male e che utilizzano la religione come strumento per raggiungere i loro interessi personali – conclude Decaro -. Lo dico nella città di San Nicola che è la città dell’ecumenismo religioso dove da tanti anni l’incontro tra varie religioni è diventato un fatto più che naturale». 

All’incontro sono intervenuti tra gli altri anche l’Imam Abdul Rahaman Ayub Said, presidente presidente del Consiglio Supremo dell’Islam in Italia (CSI), Alì Mohammed Alessandro Pagliara responsabile organizzativo degli Affari Istituzionali della Comunità Islamica di Puglia, Alì Potito Dicuonzo, rappresentante della Comunità Islamica di Bari, Vito Leccese, capo di gabinetto del Comune di Bari.

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