Il (Renzo) Piano del Green Port di Genova

C’è anche quello di Renzo Piano tra i progetti presenti in Fronte del Porto. Visioni del Contemporaneo, visitabile al Galata Museo del Mare di Genova (per saperne di piu clicca qui), la mostra che offre un panorama dei grandi progetti urbani che hanno interessato l’arco portuale genovese negli ultimi trent’anni.

Non si tratta di un’iniziativa isolata ma della messa a punto di una progettazione a 360 gradi e che ha portato alla presentazione, lo scorso novembre, del Peap, Piano Energetico Ambientale Portuale. Genova ha così deciso di spendere oltre 60 milioni di euro per progetti, immediatamente attivabili, volti alla riduzione della CO2 in atmosfera. L’accordo è tra Provincia, Autorità Portuale e Fondazione Muvita, “science center” dedicato al rapporto tra uomo, energia e clima.

Quello di Genova è il primo porto industriale e commerciale d'Italia e tra i primi in Europa, con oltre 22 km di sviluppo totale, per circa 700 ettari di superficie a terra e 500 a mare.

Il piano, che promuove e orienta l’uso di rinnovabili e l’efficienza energetica del famoso porto cantato da Fabrizio De Andrè (e che infatti, notizia recente, ne dovrebbe ospitare a breve il museo al Porto Antico), si pone come strumento concreto per la pianificazione degli interventi ritenuti necessari. Circa 60 milioni di euro, si diceva, verranno quindi spesi per impianti fotovoltaici, eolici e solari e per l‘elettrificazione delle banchine. Con un beneficio ambientale che già si stima attorno alle 20mila tonnellate di anidride risparmiata.

Strumento unico nel panorama nazionale, il PEAP prevede inoltre un software ad hoc per il monitoraggio day by day delle attività e la normazione attraverso specifiche linee guida per le opere di riqualificazione energetica indicate. Mentre uno specifico “sportello informativo” è attivo al Genoa Port Center, sede didattico-espositiva ai Magazzini del Cotone, dove uno spazio multimediale e non solo racconterà il Piano e le sue evoluzioni.

La matita di Renzo Piano e del suo Urban Lab (il laboratorio di urbanistica che ha ideato per studiare le trasformazioni della città progettandola secondo criteri di sviluppo sostenibile) sono già al lavoro. Dalla piattaforma galleggiante ormeggiata alla Darsena, sede del laboratorio, stanno arrivando input per pale eoliche, pannelli solari e perchè no, navi “con la spina”, che si rifocilleranno di energia una volta attraccate in banchina, senza più tenere i motori accesi, diffondendo grandi quantità di Co2 nell’aria, secondo un progetto analogo  in progranmma per il porto di Bari (leggi l’articolo “Il ruolo dei trasporti nella green economy”). Il tentativo è di mandare in pensione il prima possibile la vicina centrale Enel a carbone secondo un accordo, già condiviso dalle Istituzioni, che però pone la ricollocazione dei 300 addetti alla movimentazione di carbone tra le clausole di realizzo.

Mentre la città si candida ad ottenere un finanziamento di 11 miliardi di euro dall’Unione Europea (come una delle 30 città più green nel bando Smart City), dati recenti stimano che nei porti italiani siano movimentati tra i 4-5 milioni di containers, di questi quasi la metà parte e arriva a Genova. Intanto già si pensa, entro al 2016, di raddoppiarne le capacità grazie ad un investimento di 800 milioni di euro. Genova è quindi il primo porto industriale e commerciale d’Italia e tra i primi in Europa, con oltre 22 km di sviluppo totale, per circa 700 ettari di superficie a terra e 500 a mare.

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