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Il Protocollo del cambiamento

Nell’ottica della grande operazione “Bari metropoli 2015” che sta coinvolgendo città e province – dalle istituzioni ai cittadini – suscita un particolare interesse il bisogno di dare un’ondata rivitalizzante allo storico “monumento” barese: la Fiera del Levante. Benché gli ultimi anni siano stati testimoni di un tentativo sempre meno evanescente di apertura ed internazionalizzazione dell’economia meridionale – e la Fiera in questo senso ne è stato esempio tangibile, accogliendo al suo interno esperienze e novità provenienti da Paesi al di là del mare e del suolo nostrano –, rimane tuttavia la sensazione che si resti in parte ancorati alla tradizione e alla malinconica nostalgia di una visione delle cose che un tempo era dominante e che oggi, in questo mondo globalizzato, non può più esserlo.

Ingresso monumentale della Fiera del Levante, Bari

Il “protocollo della rinascita”– In questo contesto, ed in generale tra le tante aspettative di una città che continua a mostrare fame e voglia di crescere, si inserisce il Protocollo di Intesa tra la Regione Puglia, Fiera del Levante e ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione: un accordo (firmato lo scorso 17 settembre) che, come riporta il sito della Regione, cerca di attivare «forme di collaborazione interistituzionale volte a sostenere lo sviluppo dell’imprenditorialità creativa giovanile attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare sottoutilizzato della Fiera del Levante». Presenti all’atto della firma, tra gli altri, Nichi Vendola e l’assessore regionale alle Politiche Giovanili, Nicola Fratoianni.Il duplice obiettivo del Protocollo – Come espresso nella dichiarazione del comunicato, tale concordato ha nelle intenzioni la volontà di perseguire una duplice, innovativa linea operativa.

Nichi Vendola

Per un verso, c’è la ferma volontà di estendere l’utilizzo dell’imponente costruzione fieristica, definita senza mezzi termini dallo stesso Presidente della Regione «luogo morto che improvvisamente per alcuni giorni l’anno si anima, spesso in maniera confusa»; l’auspicio è quello, invece, di farne una vera e propria cittadella che “viva” trecentosessantacinque giorni l’anno, meglio organizzata e capace di ospitare una mole di eventi ed attività ben più ingente di quanto faccia finora.   Per l’altro verso, invece, si vuole evidenziare l’importanza dell’imprenditorialità giovanile: la manovra di sviluppo della città deve, per forza di cose, passare anche e soprattutto dalla nuova linfa intellettuale e materiale di giovani professionisti e nuovi talenti che possano contribuire attivamente ed efficacemente alla «crescita del sistema economico regionale e la produzione di nuova occupazione». Pertanto, diventa chiara la volontà di creare condizioni favorevoli all’integrazione tra industrie culturali e creative (per usare una definizione ed un concetto che sono in linea con gli orientamenti dell’Unione Europea, nell’ambito della Strategia Europea 2020, Libro Verde Le industrie cuturali e creative).

Ulteriori approfondimenti e chiarimenti sui contenuti del Protocollo sono presenti sul sito http://www.regione.puglia.it/index.php?page=delibere&id=4449&opz=downfile&fs_id=5631

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