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Il progetto Ecoport 8

Le aree portuali sono sistemi aperti ed estremamente complessi, in cui attività economiche, risorse naturali e società si intrecciano e si influenzano a vicenda. All’interno di tali aree sono numerose le matrici ambientali che concorrono a definire l’eco-sistema porto: dalla qualità dello specchio d’acqua interno alla stabilità del suolo, dalla biodiversità alla qualità dell’aria, dagli odori al rumore e all’illuminazione.

<p>i porti partner del progetto Corridoio VIII</p>

i porti partner del progetto Corridoio VIII

È sulla base di queste premesse che ha preso il via nel 2009 il progetto ECOPORT 8, finanziato nell’ambito del programma SEE – il programma di cooperazione transnazionale che comprende tutti i Paesi del Sud-Est Europa – ed avente come finalità proprio la gestione sostenibile dei porti, con particolare riferimento a quelli che ricadono all’interno del Corridoio VIII. Il progetto si estende, infatti, a 6 Paesi dell’area in questione (oltre all’Italia, l’Albania, la Bulgaria, la Grecia, la Romania e il Montenegro), coinvolgendo in tutto 7 porti pan-europei, vale a dire quelli di Bari, Bar, Durazzo, Igoumenitsa, Patrasso, Costanza e Burgas, con lo scopo di migliorare la qualità ambientale di aree solitamente ritenute “recettrici di inquinamento”, pervenendo in tal modo ad una maggiore sostenibilità dei traffici marittimi, che veda come beneficiario ultimo l’intero sistema-mare, a partire ovviamente dalle aree costiere.

L’idea nasce, in effetti, dalla considerazione che nessuno dei porti del Corridoio VIII ha attuato finora una politica ambientale efficace, per non parlare del fatto che gli attuali standard di certificazione ambientale risultano alquanto generici e, soprattutto, non contengono alcuna indicazione specifica relativa ai porti.

<p>la banchina del porto di Durazzo (Albania), interessato al progetto del Corridoio VIII</p>

la banchina del porto di Durazzo (Albania), interessato al progetto del Corridoio VIII

Per queste ragioni, il progetto ECOPORT 8 si pone come obiettivo prioritario quello di definire un protocollo condiviso per la gestione ed il monitoraggio ambientale in area portuale, con particolare riferimento alla qualità delle acque interne e ai relativi problemi idrodinamici (circolazione interna, scambio idrico fra bacino portuale e mare aperto, drenaggio delle acque di prima pioggia e scarico di sostanze inquinanti). Tra tutte le matrici ambientali considerate, infatti, l’acqua è senza dubbio quella più specificamente connessa al problema della sostenibilità dei porti, ragion per cui una gestione eco-compatibile dello specchio d’acqua interno rappresenta un passaggio obbligato per perseguire l’obiettivo di una maggiore qualità ambientale delle aree portuali.

<p>matrici ambientali di un porto</p>

matrici ambientali di un porto

Ma tra le questioni prese in esame da ECOPORT 8 rientrano anche quelle, altrettanto cruciali, della qualità dell’aria, del dragaggio, dell’erosione costiera, dell’inquinamento acustico e luminoso, del bunkeraggio, della biodiversità e via dicendo. Il tutto, naturalmente, senza penalizzare lo sviluppo delle attività economiche connesse con i porti.

<p>il Porto di Bari rientra nel progetto ECOPORT 8  </p>

il Porto di Bari rientra nel progetto ECOPORT 8

Partendo dal confronto transnazionale tra i diversi partner del progetto e prendendo in considerazione le best practices, cioè le esperienze più significative e i migliori risultati raggiunti a livello comunitario, il progetto mira pertanto a definire le linee guida di una politica ambientale comune,  che sappia mettere d’accordo tutti i soggetti interessati, conciliando interessi economici ed istanze sociali ed ambientali e ponendosi come punto di riferimento a livello europeo per tutti gli operatori del settore portuale.

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