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Il porto esterno di Otranto va avanti

Vista generale del porto da Est, foto tratta da pubblicazione di Condotte d'acqua S.p.A.

Che il nuovo porto turistico di Otranto sia un’opera importante, in grado di dare ossigeno al diportismo nazionale e internazionale ma anche – e forse, soprattutto – allo sviluppo del territorio oltre che all’occupazione – è ormai un dato acquisito da molti. E che la scelta vada perseguita (sono quarant’anni che si parla di porto turistico) lo dimostra l’iter dell’opera, che ha appena incassato l’ok del Consiglio comunale per il progetto definitivo dell’opera. Con i voti di tutta la maggioranza e l’astensione dei consiglieri di minoranza, sono stati acquisiti i pareri tecnici favorevoli rilasciati dall’Ufficio tecnico comunale in materia urbanistica, dalla Commissione intercomunale per il paesaggio in materia paesaggistica e quella del tavolo tecnico convocato in tema di sicurezza della navigazione.

A Palazzo Melorio non nascondono la soddisfazione, che nasce dal fatto che anche l’Unione dei Comuni Terre d’Oriente (di cui fanno parte oltre Otranto i comuni di Uggiano La Chiesa, Giurdignano, Muro Leccese e Poggiardo), si è espressa a favore dell’opera con una propria delibera. Lo sguardo va a quello che potrebbe diventare tutto il territorio intorno alla città dei martiri, un vero e proprio attrattore turistico come non è mai.

Planivolumetrico del Porto Turistico di Otranto (LE), foto tratta da pubblicazione di Condotte d'acqua S.p.A.

Ma la soddisfazione nasce anche dalle opportunità occupazionali che il porto esterno potrà generare. L’opera, che sarà realizzata dalla società Condotte d’acqua S.p.A (che spenderà circa 60 milioni di Euro) dovrebbe dare ospitalità a circa 500 imbarcazioni di dimensioni medio-grandi sino a 40-50 metri di lunghezza, con un 20% destinato alle imbarcazioni di transito. Gli addetti impiegati saranno 100-150 (uno per ogni 4 posti barca); ma ci sono anche i posti di lavoro dell’indotto spalmati tra tutti i comuni dell’Unione e all’interno della struttura stessa, dato che a terra sono previsti locali da destinare a uffici, officine, negozi, pubblici esercizi, servizi diurni e servizi turistici vari; rimessa per oltre 400 posti auto; 68 mini alloggi che costituiranno una struttura ricettiva tipo residence. Insomma, una boccata d’ossigeno per un’economia pressochè ferma.

Il tutto sarà realizzato nella fascia di demanio marittimo per cui, già nel momento in cui le opere saranno completate, la struttura verrà acquisita in proprietà dello Stato (e si spera che in futuro, con l’avvento del federalismo demaniale, possa essere trasferita in proprietà della Regione se non del Comune), che la affiderà alla società che realizza l’intervento del porto.

Il più soddisfatto di tutti, a nome della cittadinanza sembra essere il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, che ricorda la procedura complessa cui hanno partecipato numerosi Enti nei vari percorsi sin qui realizzati, ma che non nasconde la necessità di andare avanti per ottenere il via libera per il porto. Intanto si è appena conclusa la conferenza di servizi alla Regione Puglia sulla Valutazione di Impatto Ambientale; il progetto va avanti.

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