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Il porto: chiave di volta nella mobilità sostenibile

Una mobilità sostenibile parte dal coordinamento e dalla connessione tra le infrastrutture già presenti sul territorio. Muove da questa considerazione lo snodo in itinere del progetto Ecoport 8, che ha preso il via nel 2009 con l’obiettivo di puntare ad una gestione dei porti all’interno del Corridoio VIII nel pieno rispetto dell’ambiente (per la presentazione si rimanda all’articolo Il progetto Ecoport 8).

Ecoport 8: area di progetto

Italia, Grecia, Bulgaria, Romania, Montenegro e Albania sono i paesi coinvolti assieme ai 7 porti pan-europei di Bari, Bar, Durazzo, Igoumenitsa, Patrasso, Costanza e Burgas. Il progetto, finanziato dal programma comunitario South East Europe 2007-2013, mira a creare regole condivise di salvaguardia e monitoraggio ambientale tra i porti sudorientali dell’Europa nonché a sviluppare un network per la riduzione dell’inquinamento lungo le rotte marittime. Finalità ambiziose – che vedono il coinvolgimento, tra gli altri, di partner italiani come il Politecnico di Bari (lead partner), Universus CSEI (Consorzio Universitario per la formazione e l’innovazione), l’Autorità portuale del Levante – all’interno di uno scenario oggi più che mai in evoluzione.

«Il Progetto Ecoport 8, anticipando le scelte dell’Ue, aveva già riconosciuto l’importanza di estendere la programmazione ad altre realtà portuali, non inserite nel Corridoio, ma pur sempre strategiche in una visione a rete del sistema trasportistico del Sud Est europeo», chiarisce Leonardo Damiani, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime presso il Politecnico di Bari e project manager di Ecoport 8. «Innanzitutto, dal punto di vista dei trasporti – continua Damiani -, è da considerarsi superato lo scenario dei “Corridoi”, cui il progetto si riferiva, che viene assorbito da network territoriali in grado di meglio soddisfare le esigenze di mobilità all’interno della Regione considerata e fra questa e il resto dell’Europa».

Decisiva all’interno della Comunità europea è l’istituzione delle macro-regioni (attualmente è attiva solo quella Balcanica-Danubiana) che ha spinto il Comitato delle Regioni a promuovere, nell’inizio del 2011, la nascita dei GECT (Gruppi europei di cooperazione territoriale).

Porti interessati da Ecoport 8

Si tratta un sistema (istituito con regolamento n. 1082/2006 del Parlamento europeo) di cooperazione transfrontaliera con personalità e capacità giuridica fra due o più territori collocati in stati diversi dell’UE, la cui presenza consente di attuare progetti cofinanziati dalla Comunità. In questo scenario si ritiene che «Ecoport 8 possa costituire un progetto apripista per future iniziative ben inquadrate nei nuovi scenari di cooperazione europea – precisa Damiani -. Quest’affermazione trova giustificazione innanzitutto nel territorio in cui opera la partnership del progetto e nel paese che ne esprime la leadership (l’Italia e, più specificatamente, la Puglia)».

Una realtà territoriale che va ad iscriversi all’interno della macro regione Adriatico Ionica con una Puglia che «può e deve giocare un ruolo di primo piano nella cooperazione nel bacino del Mediterraneo orientale. Essa infatti costituisce una naturale piattaforma logistica sia per la posizione geografica che occupa, sia per la qualità dei suoi nodi di trasporto. Per questi motivi il project manager suggerisce «alla classe dirigente pugliese di guardare con crescente interesse alla cooperazione con i paesi del Mediterraneo orientale ove la Puglia può legittimamente avanzare un ruolo di leadership.

Veduta aerea del Porto di Bari

In tal modo la Puglia – conclude Damiani – può proporsi come beneficiario di risorse destinate alla cooperazione, ma anche come crocevia importante fra oriente ed occidente, sfruttando i suoi punti di forza, quali i sistemi portuale ed aeroportuale e importanti centri di ricerca, per promuovere lo sviluppo economico delle comunità pugliesi».

Una Puglia diversa è quella disegnata, invece, nella visione del senatore Giovanni Procacci, intervenuto nel corso di uno degli eventi realizzato nell’ambito del progetto Ecoport 8. «Nel settore ambientale la Puglia è tornata indietro, come si evince dalla situazione attuale dei collegamenti ferroviari e per quelli utilizzati nel trasporto delle merci». Una considerazione amara che non tarda ad essere propositiva, con la necessità di «una visione complessiva della macroregione del Sud». Verificata la bontà delle iniziative atte ad implimentare il sistema dei trasporti, il senatore sottolinea come soltanto «Un sistema intermodale può costruire sviluppo. Il sistema di porti, aeroporti e ferrovie deve essere intrecciato con la crescita del territorio».

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