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Il pesce non può andare in tribunale!

Lussenburgo, il palazzo della Corte di Giustizia della Comunità Europea

Con questo singolare slogan la Commissione Europea dà il via a una grande consultazione pubblica per combattere lo spreco alimentare (in Europa sprechiamo circa 89mln di tonnellate di cibo ogni anno) e per migliorare l’accesso alla giustizia ambientale, posto che, quest’ultimo, insieme al diritto di impugnare le decisioni o le omissioni di tutti gli enti pubblici che non rispettano il diritto ambientale, rappresenta un vero e proprio obbligo internazionale, sancito giuridicamente da una Convenzione ONU. Si tratta, infatti, di un obbligo contenuto nella Convenzione di Aahrus (clicca per scaricare il testo), ratificata dall’UE nel 2005, sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

La necessità di avviare una consultazione su tali temi è scaturita dal fatto che, nonostante la legislazione comunitaria sia in grado di coprire efficacemente diverse aree riguardanti l’accesso alla giustizia, restano comunque dei vuoti normativi, colmati solo tramite la giurisprudenza, i quali concernono proprio le tematiche ambientali. Per tali ragioni, tutti quei soggetti interessati alla tutela dell’ambiente hanno manifestato forte preoccupazione per questa condizione di incertezza giuridica, sensibilizzando il Parlamento ed il Consiglio UE a porvi rimedio.

Bruxelles, il palazzo della Commissione Europea

Questi, dunque, i primi risultati dell’intervento UE. In  primo luogo, viene riconosciuta l’importanza della presenza attiva in tribunale dei cittadini e delle ONG, in quanto reputati perfettamente in grado di sostenere le cause ambientaliste. E proprio a tal proposito, l’avvocato generale Eleanor Sharpston ha coniato la simpatica e incisiva frase “il pesce non può andare in tribunale (diventata appunto slogan della consultazione), a significare che l’ambiente e qualsiasi  specie animale e vegetale non possono difendersi da soli, ma necessitano di qualcuno che ne abbracci la causa e che li difenda e rappresenti adeguatamente.

Per la precisione, poi, le consultazioni avviate dall’UE saranno più d’una, ma il tema succitato dell’accesso alla giustizia ambientale e dei soggetti legittimati risulta essere uno dei più scottanti e impellenti. La relativa consultazione terminerà il prossimo 23 settembre.

Janez Potocnik

Altro tema delicato e oggetto di ulteriore consultazione è quello legato allo spreco alimentare che sta seriamente mettendo a repentaglio il futuro del sistema alimentare europeo. Infatti ad avviso del Commissario UE all’ambiente Janez Potocnik «questo è moralmente ed economicamente inaccettabile ed è tanto più terribile se si considera la reale entità delle risorse necessarie per la produzione di quegli 89mln di tonnellate – di cibo che si sprecano -. Inoltre stiamo perdendo tutte quelle risorse».

Del resto il cibo fa parte del dna e delle tradizioni culturali dell’Europa, specie dell’Italia; però purtroppo il sistema produttivo e di consumo occidentale sembra essere giunto al capolinea, avendo esso, ormai, un impatto troppo forte sull’ambiente, per via dei gas serra, dell’inquinamento o dei pesticidi. Per cui tale modello produttivo necessita seriamente di una rapida e immediata revisione, altrimenti finirà per restare schiacciato, con gravi ripercussioni sulla salute della popolazione.

Per tali ragioni, dunque, sono stati mobilitati e interpellati gli stakeholder, i cittadini, le imprese, le ONG  e le istituzioni, al fine di ridurre i rifiuti e gli sprechi alimentari e per far si che il sistema alimentare utilizzi le risorse in modo più razionale. Tale consultazione, dunque, servirà proprio a redigere, entro la fine dell’anno,  una comunicazione sul cibo sostenibile e sui rifiuti alimentari, con il chiaro intento di ridurre drasticamente, se non proprio di eliminare questi ultimi da tutta la catena di approvvigionamento alimentare, al fine di una produzione di cibo più sana e sostenibile. Quest’ultima consultazione resterà aperta fino al primo ottobre prossimo.

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