Input your search keywords and press Enter.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia studia gli anfibi

Presentati i risultati di un interessante progetto condotto da WWF Oasi su incarico dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia. “BatracoMurgia: studio a breve termine degli ambienti umidi e relativa batracofauna nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia”, questo il titolo dello studio, che analizza i dati raccolti riguardo il censimento e il monitoraggio, nelle aree umide del Parco, delle specie di anfibi e di altri animali selvatici legati a questi ambienti. Sono state individuate anche le azioni di pianificazione e di tutela da intraprendere in futuro per proteggere i delicati equilibri che interessano gli anfibi (in Italia si contano 39 specie di anfibi) con particolare attenzione all’alterazione degli habitat e l’introduzione di specie aliene (clicca qui per leggere i risultati della presentazione del progetto).

Il laghetto San Giuseppe è sta i siti da monitorare

Il progetto ha interessato 77 siti, 54 dei quali ricadenti nel territorio del Parco nazionale. Il lavoro, partendo dai dati bibliografici disponibili ha utilizzato la toponomastica cartografica per individuare i siti d’interesse. Sono state al momento rilevate 5 distinte specie di anfibi: Tritone crestato italico, il Tritone italico, il rospo comune, il rospo smeraldino italico (fortemente minacciato da impatto stradale) e la rana verde (diffusa). Per quanto riguarda lo stato di conservazione delle aree indagate, secondo la matrice di Idoneità/Status utilizzata, 18 (cioè il 23,4%) sono in uno stato di conservazione “pessimo” (classe 1), 15 (19,5%) in stato “insufficiente”(valore 2), 25 (32,5%) in stato sufficiente (valore 3), 17 (13,1%) in buono stato, ed infine solo 2 (2,5%) hanno mostrato un elevato stato di conservazione. Quali sono allora i principali fattori di minaccia nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia? Sicuramente l’introduzione di pesci nei biotopi riproduttivi, l’alterazione degli habitat, l’inquinamento ambientale e il prelievo di esemplari.Sono cinque le specie di anfibi individuate nel Parco dell’Alta Murgia (nella foto, tritone crestato italiano).

Lo studio ha anche individuato 10 siti prioritari nel Parco (Masseria. Ciminiero, Trullo di Mezzo, Monte Savignano, San Magno, Lago Battaglia, Goglia, I vuotani, Laghetto San Giuseppe, Masseria Taverna Nuova) che richiedono altre indagini per verificare sia il reale stato di specie e habitat, sia le problematiche di conservazione: (clicca quiper leggere la relazione finale del progetto).

Dunque, stando a questo studio, lo stato di conservazione di habitat e di specie acquatiche nel Parco può essere considerato sufficiente; ma se si vuole che le cose restino così o almeno non peggiorino c’è bisogno di una loro oculata gestione. Particolarmente importante è stato l’avvio di processi di gestione coordinati tra Enti, corpi di vigilanza e portatori d’interesse, soprattutto operatori del settore agro-zootecnico; da non trascurare il costante monitoraggio chimico-fisico e biologico dei siti, la programmazione di azioni per la divulgazione e sensibilizzazione e la progettazione d’interventi mirati al ripristino e/o riqualificazione. Con la presentazione dei risultati il Parco Nazionale dell’Alta Murgia conferma dunque l’impegno per la tutela e la conservazione della natura; intanto si prepara, partecipando ad Aspettando Mediterre 2012, a quello che sarà l’appuntamento cluo dell’inverno 2012, cioè Mediterre 2012 – Forum per lo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo, l’evento internazionale organizzato da Regione Puglia e Federparchi che si terrà a Bari dal 29 gennaio al 5 febbraio.

Sono cinque le specie di anfibi individuate nel Parco dell'Alta Murgia (nella foto, rospo comune)

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *