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Il Parco dell’Alta Murgia presenta il calendario 2016

«Solo guardando con occhi diversi la “Nostra Terra”, saremo in grado di cambiarla». È il motto di Piero Amendolara, fotografo e guida turistica di Gravina in Puglia, uno dei tredici comuni del territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

«Questo è uno dei motivi mi spingono, ogni volta che fotografo – spiega Amendolara -, a fare in modo che chi guarda i miei scatti possa avere un’immagine un po’ diversa da come, tutti i giorni, invece, siamo abituati a guardare le cose».

È con questo spirito che Amendolara ha realizzato le tredici fotografie che caratterizzano il Calendario 2016 dal titolo “Tredici Comuni un solo Parco”, presentato alla stampa dal presidente del parco Cesare Veronico. All’incontro erano presenti i musicisti del gruppo rock Premiata Forneria Marconi e Vito Barozzi, amministratore del Teatro Mercadante dove le opere sararnno esposte per tutto il corso dell’anno.

I tredici scatti di Amendolara sono frutto di una approfondita ricerca perché ogni singolo fotogramma potesse connotare ciascuna delle tredici città che rappresentano il Parco.

«In alcuni comuni sono stato più di una volta – racconta il fotografo – proprio per trovare la luce giusta, il momento giusto per scattare. Non è stato facile trovare ambienti naturali diversi da quelli già conosciuti».

Un motivo in più per apprezzare il lavoro di Amendolara, che spera in un ritorno di immagine che faccia da volano all’offerta turistica del territorio, anche all’estero. Dopo la “Carta europea per il turismo sostenibile” e la ciclovia tra le più grandi di Europa, già promosse dall’ente Parco.

«Spero che le città del Parco si sentano più unite in questo contenitore – continua Amendolara – che potrebbe sviluppare ancora di più l’offerta turistica del Parco rurale tra i più grandi d’Europa, con tutte le sue masserie e masserie fortificate, i prodotti tipici locali».

Piero Amendolara fa il fotografo per passione ma ha già al suo attivo numerosi riconoscimenti anche a carattere nazionale. Ha realizzato una serie di mostre fotografiche sia personali sia collettive. Alcune fotografie sono state pubblicate da giornali e gruppi editoriali, come l’Espresso.

A maggio 2015 una foto pubblicata sul webmagazine “Madame Figarò Japan” ha riscosso l’interesse di una giornalista che ha dedicato al caso una pagina della Cultura del “Corriere del Mezzogiorno”.

Ha realizzato prodotti editoriali a fini culturali e turistici e le sue foto sono state utilizzate anche per carte da parati e arazzi per arredamento di interni. A settembre 2015 ho partecipato al MuseoFotoFestival con la personale “Paesaggi Svelati” e quattro foto sono state acquisite dal Museo della Fotografia del Politecnico di Bari. Tre foto sono state scelte per il Progetto Contorni/Outline per rappresentare i comuni della città metropolitana all’EXPO di Milano. Per il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha realizzato la mostra “Up! La festa del Parco” .

«Quando ho iniziato a girare per i comuni del parco, quello che mi chiedevo sempre era: Ma la gente di queste città, quando vedranno le mie foto, cosa penseranno? Riconosceranno la propria città? Questo è il dolmen di Corato. Questa è santa Maria degli Angeli, su al convento di Cassano Murge, piuttosto che la chiesetta di Mellitto o “l’albero bugiardo” di Toritto». E così via discorrendo.

Per realizzare i suoi scatti, Amendolara ha percorso tratturi inesplorati e affrontato impervie colline della Murgia che non conosceva ancora e che ha potuto vedere con una “luce” diversa.

«Ho visitato le cave di bauxite alle otto di sera, al buio e nell’assoluto silenzio. Non è stato facile. Fra l’altro – nonostante sia del posto – alcuni siti non li conoscevo e mi sono affidato al GPS. Questa esperienza mi ha aiutato a conoscere meglio il territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Ci sono scenari meravigliosi, ambienti naturali di cui non avevamo la benché minima idea della presenza. Posso dire che il Parco è una risorsa inestimabile per tutto il territorio e per tutte le tredici città che vi fanno parte. Questo è importante perché si parla del futuro delle nostre città, del futuro dello sviluppo della nostra Terra, del futuro dei nostri figli».

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