Il Parco del Mar Piccolo che piace a tutti

Avviato l’iter istitutivo. Il consigliere regionale Liviano e l’assessore Pisicchio stanno accelerando affinché venga istituito prima della conclusione della consiliatura

Non è raro incontrare nel Golfo di Taranto delfini, capodogli e balene, tartarughe e squali elefante. Questo vuol dire che il mare sta bene, è vivo. Ma ciò è possibile grazie al Mar Piccolo, vero scrigno naturalistico.

Il Mar Piccolo

Taranto – Mar Piccolo (foto google.maps)

È un’area marina di circa 20 km², che ha all’interno un habitat e una biodiversità molto particolari, nonostante l’inquinamento a cui è soggetta l’intera zona. La sua particolare conformità, la bassa profondità, le sorgenti sottomarine, i corsi d’acqua che sfociano nel bacino da ambienti umidi, il ridotto idrodinamismo, hanno permesso al Mar Piccolo di sviluppare un habitat unico. L’acqua salata, di poco inferiore al mare aperto, l’abbondanza di sali di azoto e fosforo apportati dai corsi d’acqua, hanno reso questo bacino salato interno un ambiente particolarmente produttivo di plancton.

Però, nel corso dei secoli e degli anni, le attività antropiche hanno inquinato il bacino, stravolgendo gli equilibri naturali e compromettendo il secolare allevamento di mitili.

Unica e rara biodiversità

Ciò nonostante, la vita è riuscita ad adattarsi. Sui pali degli allevamenti, vivono colonie di invertebrati filtratori, che costantemente e rapidamente crescono e purificano l’acqua. Ad essi si affiancano una miriade di altri animali come spugne, granchi, stelle marine, cavallucci e pesci, solo per citarne alcuni. Le colonie presenti sono talmente numerose e variegate che è difficile comprenderne le dinamiche interne e le relazioni. È in atto un’evoluzione delle specie esistenti che si sono adattate ad un ambiente divenuto ostile. Inoltre, il continuo traffico marittimo ha introdotto altre specie che convivono o lottano per la sopravvivenza.

Realizzare il Parco

Con questi presupposti, è fondamentale istituire un parco. A lanciare la proposta il consigliere regionale Gianni Liviano. Il 6 dicembre 2019, l’Assessore regionale alla Pianificazione territoriale – Urbanistica, Assetto del territorio, Paesaggio, Politiche abitative, prof. Alfonsino Pisicchio ha indetto la Conferenza di servizi istruttoria per avviare il procedimento volto all’istituzione del Parco Naturale Regionale “Mar Piccolo”, introdotto con la legge regionale n. 49 del 18 novembre 2019.

Nel frattempo, Liviano ha raccolto le adesioni dei sindaci di San Giorgio Jonico, Carosino, Grottaglie, Fragagnano e Statte, che rientrerebbero nel progetto del parco, e oltre 15mila firme di cittadini interessati ad istituire il parco. Istituito anche il “Comitato per il Parco Regionale Mar Piccolo”, composto da varie realtà locali, sociali, imprenditoriali e professionali.

Approvazione entro questa consiliatura

Mar Piccolo – Individuazione area interesse

L’Ufficio parchi della Regione Puglia ha acquisito tutte le osservazioni pervenute dagli enti, dalle associazioni datoriali e ambientaliste, dai Comuni interessati alla perimetrazione, da Marina militare e Aeronautica, dall’autorità di bacino che fa capo al commissario Corbelli, dall’istituto nazionale di Urbanistica, dagli ordini professionali coinvolti. Entro 30 giorni dalla chiusura della conferenza dei servizi, la Giunta regionale potrà adottare lo schema del disegno di legge che terrà conto del documento di indirizzo definitivo. Entro 60 giorni dall’adozione del disegno di legge, il Consiglio regionale dovrà procedere alla sua definitiva approvazione perché poi possa essere pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia e diventare operativo.

“Tecnicamente ci sarebbero i tempi perché la Giunta regionale, prima, e il Consiglio regionale, poi, approvino il disegno di legge istitutivo del parco regionale del Mar Piccolo prima della scadenza naturale di questa consiliatura – spiega Liviano – Adesso non resta che affrettarsi perché tutto l’iter possa compiersi nel più breve tempo possibile e regalare alla città di Taranto un’area naturale protetta capace di valorizzare le peculiarità del nostro territorio”.

Speriamo che l’iter burocratico e la politica non ripetano gli errori e le dimenticanze a cui stiamo assistendo per l’istituzione del “Parco Regionale Costa Ripagnola”.

Articoli correlati