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Il mondo al bivio deve scegliere le rinnovabili

Lo scenario che apre Un mondo al bivio, l’ultima fatica di Lester Brown è a dir poco apocalittico e drammaticamente reale: la Russia dell’estate 2010 in fiamme per il brusco aumento delle temperature, il crollo del 40% dei raccolti di grano, il blocco delle esportazioni, il picco di morti per problemi respiratori; il Pakistan devastato dalle inondazioni dell’Indo e dei suoi affluenti – 2000 i morti – . Capricci del tempo, si sarebbe detto in passato, ma oggi Brown ci mette con le spalle al muro e individua le cause dei disastri ambientali di questi ultimi 30 anni nell’uso scriteriato che si fa delle risorse della terra e nell’errato concetto di “sicurezza“, errore di prospettiva, questo che ha portato, ad esempio il Pakistan a imbottirsi di armi nucleari più che a pensare a una politica di salvaguardia idrogeologica del territorio. Con la conseguenza che la popolazione mondiale cresce, e chiede, a ritmi esagerati rispetto alle risorse del pianeta. Per Brown la soglia del collasso è molto più vicina di quella del 2020 prevista da autorevoli esperti del settore, per cui bisogna correre ai ripari, perchè il vero rischio non è quello di un mondo affamato ma soprattutto quello di un collasso sociale: rivolte, tensioni a livello internazionale, rottura degli equilibri tra stati, in una parola un sistema che salterebbe a livello planetario. Di fronte a queste previsioni niente affatto rassicuranti, Brown propone scelte che lui stesso ammette impegnative, ma necessarie e cioè una decisa sterzata in favore della produzione di energia da fonti rinnovabili e il mantenimento della produttività dei terreni. Via libera quindi a un sistema di tassazione più equo e pronto a deprimere l’emissione di CO2, a un’economia alimentata da fonti di energia pulita e a un sistema di trasporti diversificato che riusi e ricicli tutto quello che produce.

Lester Brown

Brown(uno degli ambientalisti più famosi in assoluto, fondatore e presidente dell’Earth Policy Institute di Washington, insignito di 25 lauree honoris causa e autore di 50 libri sull’argomento tradotti in 40 lingue) da tempo insiste sulla necessità di un’inversione di rotta nella progettazione del futuro della terra e sostiene questa tesi sin da quando pubblicò nel 2003 Piano B (giunto ormai alla quarta edizione aggiornata): allora indicò, per cambiare rotta, il taglio radicale delle emissioni di anidride carbonica, la stabilizzazione della popolazione mondiale a non più di 8 miliardi per il 2040, l’eliminazione della povertà e il ripristino di foreste, suolo, falde acquifere e risorse ittiche; scelte ribadite con forza in questo ultimo lavoro che si arricchisce di un forte richiamo al sostegno di politiche a favore dell’istruzione e della pianificazione familiare. Il titolo originale del libro, World on the Edge, prefigura un pianeta sull’orlo di un baratro provocato dai cambiamenti climatici; l’autore chiarisce che la scelta da fare non è solo di natura economica ma etica: quando infatti parla dei costi indiretti che la comunità internazionale è costretta a pagare per beni come la benzina, spiega che i cambiamenti climatici, il trattamento delle malattie respiratorie, le perdite dagli oleodotti e il mantenimento della presenza militare statunitense in medio Oriente per tutelare l’accesso al petrolio ne fanno lievitare il prezzo di tre volte: «Il mercato – ammonisce – non ci sta dicendo la verità».

Lester R. Brown, Un mondo al bivio – Come prevenire il collasso ambientale ed economico (ede. italiana a cura di Gianfranco Bologna), Edizioni Ambiente, 2011, pagg 272, 24 euro

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