Il mare soffoca tra la plastica, ecco “Sybilla, una storia di riciclo”

Si ispira liberamente ad un libro di Marco Mastrorilli, il viaggio di Sybilla, uno spettacolo in streaming  della compagnia “Fuori Contesto”

Sono Sybilla, in origine ero una pallina di polimero,  poi sono diventata una bottiglia. Una bottiglia di plastica, bella, forte, duratura. Non come quelle di vetro, che se cadono si rompono  in mille pezzi.  Sono Sybilla e sono orgogliosa della mia forza. Ma ora vi racconterò il mio viaggio in mare. Aprite bene gli occhi, le orecchie e la mente”.

Chiara Borsella della Compagnia “Fuori Contesto”, sale sul palco di Facebook e Youtube per raccontare ad adulti e bambini, anche con il linguaggio dei segni, “Sybilla, una storia di riciclo”, uno spettacolo  tratto da libro di Marco Mastrorilli, e che è stato presentato venerdì 9 aprile in streaming all’interno di  Marche Palcoscenico Aperto. Festival del teatro senza teatri, promosso dalla Regione Marche / Assessorato alla Cultura con AMAT,

Sybilla, bella, fluttuante, trasparente,  comprata al supermercato, viene  poi abbandonata in mare. E comincia da lì, negli abissi marini, il suo viaggio che sarà allo stesso tempo un grido di allarme per un mare sempre più in sofferenza. Sybilla  è una bottiglia diversa, ha sensibilità, sentimenti, emozioni e comprende che il nuovo ambiente la soffoca e la incuriosisce allo stesso tempo.

Il “plasticoso”, la nuova lingua dell’inquinamento marino

Nel suo galleggiare incontra Fioc, un bastoncino  di cotone, in mare da otto anni, lui come Sybilla parla il “plasticoso”. Fioc sa di essere pericoloso per il mare e per i pesci che mangiano piccoli pezzi di plastica. E  si unisce a Sybilla in un ‘ avventura che sarà poi  un vero e proprio “rinascimento”.

Nel loro viaggio incontrano Sac, un sacchetto di plastica, subito dopo una grande balena. Questa spiega a Sybilla, Fioc e Sac che: “Al buio non vediamo bene ed è per questo che mangiamo un sacco di plastica, un pericolo per noi. Ma io non sono arrabbiata con voi afferma la balena – il vero pericolo è l’essere umano”.

Un pericolo la plastica, un pericolo l’essere umano che abbandona la plastica in mare.

Il viaggio in mare di Sybilla continua insieme a Fioc e Sac. Negli abissi si imbattono in una tartaruga. Sta soffocando dopo aver mangiato un sacchetto di plastica scambiato per una medusa.  “Purtroppo il mare non è più un buon amico – si lamenta la tartaruga – il problema sono le persone. Alcune  sono brave, educate e raccolgono la plastica portandola alla rinascita, oppure  prendono le tartarughe malate e le portano a curare”. Gli incontri dei nostri tre “eroi” proseguiranno poi con il gabbiano Silver, il più agguerrito.

Il volatile, prima  padrone dei cieli e dei mari, annuncia a Sybilla che sta organizzando un P-Day, un Plastica  Day. “Il giorno in cui  i gabbiani raccoglieranno la plastica dal mare per poi lanciarla direttamente sulle persone e sulle città”,afferma orgoglioso Silver.

Il viaggio di Sybilla si chiude con  il capodoglio Herman, il gigante del mare che lamenta di mangiare anche lui plastica invisibile e trasparente. Il mare si potrà salvare solo con una rinascita è la sua profezia.

Un messaggio per grandi e piccini

Cala il sipario sullo spettacolo, ma, anche se condotto in maniera leggera e  accattivante, piacevole per adulti e bambini, arricchito dal linguaggio dei segni, la denuncia è pesante: ogni giorno  finiscono in mare circa otto milioni di tonnellate di plastica dando origine a vere e proprie isole di plastica che possono rimanere lì per milioni di anni.  Risanare il mare, farlo “rinascere” è quello che l’uomo è chiamato a fare. Ora.

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 «Quando ho ideato questa performance “ecologica” – commenta Chiara Borsella, che oltre ad essere educatrice teatrale e assistente alla comunicazione Lis – Lingua dei segni italiana, da anni si occupa di teatro sociale  – ho immaginato di trasportare lo spettatore in un viaggio che, integrando movimento, immagini e segni della Lis, lo stimoli a pensare e “consumare” in maniera alternativa, senza perdere mai di vista la componente più giocosa».

La regia dello spettacolo, frutto di un lavoro di ricerca è di Chiara Borsella, la supervisione alla regia è di  Emilia Martinelli, le scenografie  digitali di  Luigi Vetrani, diretta streaming e mixer video live Stefano Fiori.

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