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Il futuro dell’energia

Molti argomenti che hanno ispitato i capitoli del volume, confessano dalla postfazione a mo’ di ringraziamenti, sono anche merito dello spazio che il direttore Corradino Mineo ha concesso loro su Rainews24 all’interno della rubrica Spacelab di Marco Dedola. L’atomo – spiegano Tozzi e Rossi Albertini – è stato messo all’angolo da problemi irrisolti non da poco quali costi, scorie e sicurezza. L’intento dei due autori è così riscoprire le rinnovabili sicure. Note o meno note come quelle in collaudo nei laboratori di ricerca come i pannelli fotovoltaici plastici o le celle a combustibile idrogeno. La chiamano “la quotidianità di domani”. E sanno spiegarla con capitoli sintetici e chiari.

Innanzitutto, il problema dell‘energia, ovvero l’esaurimento dei combustibili fossili e la conseguente necessità di fonti non inquinanti. Una soluzione sono forse i reattori nucleari? Dopo Fukushima i dubbi crescono. E se tornassimo invece a occuparci di rinnovabili basate su tecnologie tradizionali: i pannelli solari inventati un secolo fa usando le proprietà di oro e selenio già nel 1883, il solare termico degli specchi parabolici di Archimede, l’eolico dei mulini a vento e l’idroelettrico di quelli ad acqua, l’energia delle maree o i geyser e soffioni articiali con la loro energia geotermica? Per ciascuna fonte ne è spiegato il funzionamento e vi si trovano elencati pregi e difetti.

E resta comunque da giocarsi la carta dellefonti rinnovabili innovative, dando una sbirciatina al futuro prossimo della nostra quotidianità appunto, grazie all’avanzamento di scienza dei materiali, nanotecnologie, elettrochimica e microbiologia. I pannelli solari ad elementi plastici, per esempio, potrebbero ricavare energia dalle buste di plastica della spesa come elemento attivo. Il silicio potrebbe quindi cedere il passo a celle polimeriche: più leggere, economiche, flessibili e atossiche, nonostante una minor resa e durata nel tempo. Celle a combustibile potrebbero così sostituire gli alimentatori di molti apparecchi portatili (pc e telefonini in primis) ma anche le batterie delle automobili. Oltre a sottomarini, autobus, barche, aeroplani e impianti casalinghi. Senza parlare di altri prototipi e sperimentazioni: una nuova generazione di pannelli solari che in grado di convertire i raggi infrarossi, le celle di Graetzel capaci di riprodurre il processo di fotosintesi clorofilliana, la conversione delle vibrazioni in elettricità o i metodi biologici per la produzione di idrogeno sfruttando alghe e batteri. Insomma, è da tempo partita la corsa all’ultimo barile di petrolio, su queste strade alternative è richiesta una pubblica opinione vigile.

Valerio Rossi Albertini e Mario Tozzi, Il futuro dell’energia – Guida alle fonti pulite per chi ha poco tempo per leggere, Edizioni Ambiente, 2011, pp. 132, euro 12

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