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Il frigorifero: l’elettrodomestico cambiato con l’Italia

Sembra registrare un’inversione di tendenza rispetto all’inflazione e alla crescita dei prezzi. Se nel 1954, anno in cui si ha il picco negli acquisti, per comperarlo erano necessari sei mesi di lavoro, oggi bastano sei giorni. Eppure molto è cambiato da allora in termini di evoluzione tecnologica ma anche di efficienza sotto il profilo energetico. É il frigorifero, l’elettrodomestico che è cresciuto di pari passo con l’Italia alle soglie del boom economico. Parte proprio da qui il viaggio della mostra “I primi cent’anni di Whirlpool, sognare e osare”, aperta sino a maggio presso il Centro Operativo Europeo di Comerio (Varese). E da Comerio inizia l’avventura dell’imprenditore milanese Giovanni Borghi, che 1946 vi fondò la Ignis, azienda rilevata da Whirlpool sul finire degli anni ’80.

Un percorso di indubbio fascino è quello compiuto da un elettrodomestico la cui presenza è ormai scontata nelle abitazioni moderne. Situazione un tempo ben diversa – come confermano i documenti prodotti nell’esposizione – se si pensa che il listino dei prezzi del 1954 della Ignis riporta un costo di 139mila lire per un frigorifero da 160 litri mentre la retribuzione media in Italia, nello stesso anno, era pari a 24mila lire mensili. Erano tempi in cui i prezzi erano ancora tutti da definire su un mercato nuovo, che si andava creando in quella stagione. Fa sorridere pensare che Borghi, il presidente di Ignis, per stabilire il prezzo dei modelli di frigorifero prese a riferimento il peso – materialmente parlando – della Cinquecento Fiat. Borghi pesò una Cinquecento e un frigorifero e dato il prezzo dell’automobile, in proporzione, arrivò a fissare quello dell’elettrodomestico. Senz’altro un attestato di stima verso il fortunato modello di utilitaria nato nel 1957 e verso Gianni Agnelli, considerato il non plus ultra degli industriali. Un’ammirazione ricambiata, con l’Avvocato che definì Borghi “il simbolo della più felice stagione dell’imprenditoria italiana”.

E se una stagione di ricordi e aneddoti si chiude lasciando una scia di nostalgia, lo stesso effetto non si realizza pensando alla discesa dei prezzi che ha subito il “nostro” elettrodomestico con il passare degli anni. Oggi, in listino, un frigorifero classe A, con una capacità di 180 litri, costa 239 euro e la retribuzione media è di 1.250 euro mensili. Un cambiamento radicale che non ha confronti nemmeno sul piano tecnologico: negli anni ’50 non esistevano i compressori e ma soltanto un sistema detto “ad assorbimento” che impiegava sostanze tossiche come refrigeranti. Con il primo frigo domestico in vendita, nel 1913, si utilizzava l’ammoniaca, poi sostituita nel 1931 dal freon. Bisognerà attendere il 1990 per l’adozione di fluidi meno inquinanti, tipo HFC e HFE, e la messa al bando di composti ad alto contenuto di cloro.

Un moderno frigo di classe A è refrigerato con un gas naturale non pericoloso e consuma meno di un sesto del suo genitore del ’54. Con l’energia risparmiata oggi si possono far funzionare ogni giorno una lavatrice e una lavastoviglie. Un’evoluzione che sembra non arrestarsi come conferma la recente diffusione delle nuove categorie energetiche A+, A++, A+++. La differenza tra un frigocongelatore di classe A ed un modello di classe F, ad esempio, tradotta in costi dell’energia elettrica, è di circa la metà. Le nuove classi A+ riducono ancora i costi di un ulteriore 25% (dati ENEA). Senza pari anche l’evoluzione sul piano delle prestazioni: nel ’54 un frigo aveva, al massimo, una celletta per il ghiaccio, non certo il freezer, con controlli sulla temperatura assai approssimativi. Attualmente a consumi di gran lunga inferiori (un frigorifero/freezer tiene temperature fino a – 22°) garantisce il congelamento rapido degli alimenti e il mantenimento a – 15° per 10 ore almeno in caso di mancanza di corrente elettrica.

Novità di portata radicale che hanno segnato un’epoca, ora di nuovo a lustro grazie alla mostra voluta da Whirlpool. L’esposizione va a raccogliere una trentina di modelli di elettrodomestici “storici”, tra frigoriferi, lavatrici e cucine nonché varie testimonianze del patrimonio aziendale: dalle divise sportive delle squadre di basket, canottaggio e ciclismo Ignis, alle divise di lavoro. Saranno inoltre visionabili i video del Carosello targati Ignis, con testimonial d’eccezione quali Nino Manfredi; un video degli anni ’60 sulla collaborazione di Whirlpool alle Missioni Apollo, in cui l’azienda si occupò della cucina di bordo. Non mancherà l’approfondimento su «uno dei temi più attuali e sentiti», come conferma l’azienda in una nota: l’efficienza energetica.

La mostra è visitabile sino a maggio da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 17.00 prenotandosi alla mail iprimicentanni@whirlpool.com.

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