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Il “Decreto del fare”

Il presidente del Consiglio Enrico Letta

Il DL 21 giugno 2013 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, battezzato Decreto del fare), sembra essere uno tra i primi concreti documenti emanati dal neo governo, per tentare di rimediare alla difficile situazione economica che sta affliggendo il nostro Paese. Ecco i punti principali del disposto normativo.

Il programma prevede una serie di interventi, tra i quali riscuotono particolare interesse quello in tema di edilizia, che prevede una serie di ristrutturazioni nelle città, nonché una semplificazione della burocrazia, per cui l’interessato che necessiti di segnalare l’inizio attività, potrà richiedere allo Sportello Unico di provvedere a tutti gli atti di assenso necessari all’intervento edilizio; l’intervento in tema di gas naturale e di carburanti, per cui si vuole agevolare una maggiore concorrenza nel settore, liberalizzando le piccole e medie aziende di gas naturale; l’intervento in materia di donazione di organi, per cui, al fine di rendere più efficiente il sistema nazionale dei trapianti, i Comuni avranno l’obbligo di comunicare telematicamente al Sistema Informatico Trapianti, gli atti di consenso all’espianto manifestato dai donatori.

Un esempio di acque emunte in sito da bonificare

Di particolare rilievo, poi, sono le disposizioni in tema ambientale, prevalentemente contenute nell’art. 41 del Decreto. In primo luogo è stato modificato l’art. 243 del Dlgs. 152/2006 (Testo Unico Ambiente), relativo alla gestione delle acque sotterranee emunte (estratte dal suolo). In particolare, le nuove disposizioni semplificano la gestione delle acque di falda sotterranee, estratte a fini di bonifica o di messa in sicurezza dei siti contaminati, riducendo gli oneri a carico degli operatori interessati e accelerando le procedure amministrative relative agli interventi. Inoltre, nei casi in cui le acque di falda contaminate determinino un rischio sanitario, è necessario porre misure di attenuazione della contaminazione, in maniera sostenibile.

Terre e rocce da scavo

Quanto a rocce e terre da scavo, le relative disposizioni sono volte a semplificarne l’utilizzo, chiarendo i casi in cui è necessario il ricorso alle procedure ex DM n. 161/2012 (Disciplina dell’utilizzo delle terre e rocce da scavo). Ciò perché esse, in prevalenza, risultano essere veri e propri rifiuti, salvo quelle eccezioni in cui possono essere individuate come sottoprodotti, qualora ricorrano i requisiti previsti dalla legge.

E ancora. Il Decreto semplifica tutta la normativa relativa ai campeggi. In particolare, viene chiarita la portata di alcune norme concernenti l’attività di posizionamento di allestimenti mobili di pernottamento e relativi accessori, ancorati temporaneamente al suolo, all’interno delle relative strutture ricettive. In sostanza le strutture di campeggio non necessitano del permesso a costruire, laddove, però, detto posizionamento sia per lo meno conforme alle leggi regionali in materia, nonché al progetto già autorizzato con il rilascio del permesso a costruire, emanato appunto per le strutture medesime.

In fine si è pensato alla situazione rifiuti in Campania, cercando di accelerare le procedure di competenza degli Enti Locali per realizzare e agevolare l’avvio degli impianti di gestione dei rifiuti, già previsti dall’amministrazione locale, ma non ancora messi in opera.

Ma non finisce qui, perché tanti altri sono i punti toccati dal Decreto del fare promosso dal neo governo, come il funzionamento di Equitalia, l’università e la ricerca, la semplificazione della cittadinanza e la giustizia civile.

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