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Il Danubio … verde

Le coste del Danubio si cambiano d’abito e si colorano sempre più di verde. Grazie ad un massiccio quanto deciso intervento dell’Unione Europea, il più lungo fiume navigabile d’Europa – che dalla Foresta Nera, in Germania, scorre per circa 2.900 chilometri fino a riversarsi nel Mar Nero – si appresta a diventare punto di riferimento ed emblema di tante politiche ecologiche e ambientali.

Il Danubio a Budapest

L’incontro in Belgio – In un meeting tenutosi a Bruxelles lo scorso venerdì 24 giugno, i capi di stato e di governo dei quattordici Paesi bagnati dal fiume, otto facenti parte dell’Unione Europea – Germania, Austria, Repubblica Ceca e Slovacca, Bulgaria, Slovenia, Ungheria e Romania – e sei no – Croazia, Serbia Bosnia Erzegovina, Moldavia, Montenegro e Ucraina – si sono incontrati per discutere di un piano strategico di sviluppo sostenibile regionale: «favorire la nascita di una fiorente green economy sulle sponde del Danubio, costituita da un mix di mobilità sostenibile, fonti rinnovabili, tutela dell’ecosistema fluviale e della sua ricca biodiversità». L’investimento dell’UE è davvero importante (addirittura cento miliardi di euro); uno sforzo dovuto anche all’assenza di nuovi finanziamenti, che tuttavia non hanno scoraggiato questo piano già partorito e ponderato negli ultimi mesi del 2010 e che ora sta muovendo concretamente i passi decisivi per la sua attuazione.

Un'ansa del Danubio

Ambiente ed economia, ma non solo – Sarebbe riduttivo, tuttavia, parlare esclusivamente di un miglioramento economico-ambientale: i benefici in tal senso sono indubbiamente considerevoli, dai progetti per ridurre l’inquinamento e promuovere le ecotecnologie e la biodiversità, all’abbassamento dei consumi di energia elettrica e carburante (per un quadro più specifico, consultare direttamente il sito http://ec.europa.eu/news/regions/101209_it.htm). E’ bene, però, sottolineare anche i risvolti positivi che tale politica avrà dal punto di vista sociale, cercando possibili soluzioni alle disuguaglianze fra le regioni che si affacciano sul Danubio (ricche alcune, fortemente povere altre), investendo nell’istruzione e nella ricerca per eliminare le disparità di benessere economico e tenore di vita, dando benefici concreti ai cittadini coinvolgendoli attivamente in questo processo, ad esempio, creando nuovi posti di lavoro.

In tal senso si è espressa Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni (CdR), al precedente vertice di Bucarest lo scorso novembre, dove si son poste le basi di questo progetto : «se vogliamo migliorare la qualità di vita nelle regioni del Danubio e affrontare concretamente i suoi problemi economici e ambientali, abbiamo bisogno di una visione comune, di una strategia integrata e di una più stretta cooperazione istituzionale», sempre e comunque nel rispetto dei diritti umani fondamentali.

La strategia, basata su una cooperazione di lungo termine, si pone come autentica ecovetrina europea, ma anche sul più ampio scenario globale, con la speranza di ulteriori investimenti (e benefici) in tante altre zone del mondo.

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