Il Covid per colf e badanti: sicurezza e lavoro nero

La pandemia ha devastato anche questo settore, dove la situazione lavorativa non è affatto semplice e dove l’illegalità, l’intolleranza e lo sfruttamento sono frequenti

La casa è un luogo estremamente pericoloso, dove gli incidenti sono frequenti e possono essere molto gravi e letali. Per l’Istat, nel 2018 gli infortuni in casa sono stati 3,2 milioni. Le categorie ovviamente più colpite sono donne, anziani, bambini. L’incidenza media è del 13,4 per mille, ma cresce notevolmente tra le fasce più anziane (21,3 per mille tra i 75 e i 79 anni e 34,3 per mille tra gli over 80). Circa 300mila bambini, spesso sotto i cinque anni, sono vittima di incidenti in casa.
E i lavoratori domestici non ne sono immuni: l’Inail nel 2019 ha calcolato che ogni 10mila lavoratori domestici, si sono verificati 58,1 infortuni a colf e 38,2 a badanti. Più di 4.500 gli incidenti totali denunciati. Questi e altri dati, elaborati dall’Osservatorio nazionale DOMINA con la collaborazione della Fondazione Moressa, saranno pubblicati a gennaio nel “Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico”.

Corrente elettrica, gas e scale tra i rischi principali

Le organizzazioni dei datori di lavoro e i sindacati dei lavoratori – attraverso EBINCOLF, l’Ente bilaterale nazionale del comparto – hanno individuato i fattori di rischio per l’incolumità dei lavoratori e da anni insistono con programmi di informazione e formazione, per minimizzarli. Ecco i principali rischi elencati nei Quaderni dell’Ente: pulizia e igiene della casa, corrente elettrica, utilizzo di scale e sgabelli, uso del gas, movimentazione e sollevamento di carichi. La tutela della salute e della sicurezza sono alcuni degli elementi chiave anche per favorire la crescita e la professionalizzazione del settore.

Sicurezza ai tempi della pandemia

Ad aggravare la situazione sicurezza, la pandemia in corso. Il lavoro domestico, riconosciuto “essenziale” dal governo, è altamente esposto a rischi: le relazioni interpersonali necessarie tra badante e anziano o tra baby-sitter e bambino, per esempio, non possono assicurare il distanziamento previsto per cercare di evitare il contagio. Diventano indispensabili, allora, informazioni corrette, dispositivi di protezione e procedure di sanificazione degli ambienti e degli oggetti all’interno delle case.

Sicurezza e lavoro nero

La mancanza di sicurezza è spesso associata al lavoro irregolare che nel settore, secondo le stime DOMINA, supera il 57%: i controlli dell’Ispettorato nazionale del lavoro, nel corso del 2019, hanno accertato pratiche irregolari nel 58,4% dei casi controllati (in diminuzione rispetto al 2015, quando superavano il 72%) e lavoro nero nel 24% dei casi.

Si sa che il lavoro in casa e di assistenza domiciliare, non è sempre considerato un lavoro. Molto spesso, questo lavoro viene inteso come ripiego, per chi non trova altri lavori, o per gli stranieri che, spesso, sono quelli più colpiti dall’illegalità e che lavorano di più. Le leggi che lo tutelano, se ci sono, sono poche e spesso non vengono applicate. Per questo, è necessario un intervento concreto, politico e istituzionale, che possa valorizzare il lavoro domiciliare e darne il giusto peso.

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