Il Covid e le Feste Patronali

Sono un settore importantissimo per la Puglia e per le variegate comunità locali, fortemente aggregante, che non genera solo economia ma coniuga religione, folklore, tradizione, cultura e turismo

Il Covid-19 ha messo in crisi anche la Puglia delle tradizioni, della religiosità più genuina e del folklore, quella delle feste patronali cittadine, di quartiere e di contrada che sino a due mesi fa riempivano i calendari, spesso rincorrendosi e sovrapponendosi. Una sterminata lista di eventi, molti dei quali già cancellati, altri in attesa di conoscere come evolverà, a partire da oggi, la Fase 2.

La situazione relativa alle Feste Patronali alla luce dell’attuale emergenza sanitaria è un ‘work in progress’, non molto diverso da tanti altri settore. E’ unanime la consapevolezza che la moltitudine delle realtà economiche coinvolte nell’alimentare la filiera, costituiscono un patrimonio non solo economico, ma anche culturale, resta però difficile capire da dove partire.

luminarie
Foto di Cettina da Pixabay

L’Assessorato regionale all’Industria Turistica e Culturale si accinge a predisporre un provvedimento specifico di sostegno che tiene conto appunto della specificità – in molti casi anche della unicità – dei soggetti coinvolti e recepisce le richieste che il consigliere regionale Mario Pendinelli ha avanzato per puntellare il sistema “Feste patronali” e quanto esso rappresenta anche dal punto di vista economico.

Tavolo tecnico con Anci (interlocutore pubblico) e Cei Pugliese (per quel che concerne i riti religiosi che ispirano le feste); confronto con gli operatori del sistema, spesso volontari, linfa dei comitati cittadini; reperimento delle risorse finanziarie necessarie in questa fase per mantenere viva la tradizione più che perpetuarla; stesura di un protocollo sulla falsariga di quanto avvenuto per altri settori.

C’è da salvare molto di questo patrimonio sottratto da aprile alla Puglia delle feste patronali: luminarie e gran casse, fuochi d’artificio, bande e spettacoli viaggianti, complessi musicali e folkloristici, artisti di strada, servizi ed agenzie di eventi, commercianti ambulanti. Difficile quantificare quanti siano. Per loro è pronto anche una proposta di legge che l’assessore Capone accetta di condividere purché strumento più rapido per sostenere i custodi della tradizione, imprese e lavoratori.

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