Il Covid e la povertà alimentare, in Italia e nel mondo

ActionAid - foto di Alice Grecchi

Secondo ActionAid, “il Covid ha provocato in Italia una emergenza alimentare mai così grave. Donne e bambini i più colpiti”

ActionAid – foto di Alice Grecchi

La chiusura totale delle attività umane nel corso della prima ondata del Covid e le imminenti e ulteriori restrizioni per la seconda onda, hanno aumentato l’insicurezza alimentare per le famiglie, colpendo in particolare coloro che vivevano in condizioni di precarietà. I minori e le donne sono i soggetti più esposti alla povertà alimentare. La perdita del lavoro per interi nuclei familiari dall’inizio della pandemia ha spinto verso la povertà nuove fasce della popolazione. A fronte dell’aumento delle richieste di aiuto, solo una piccola parte delle famiglie ha avuto accesso alle misure di emergenza varate dal Governo, ovvero i buoni alimentari, e erogate dai Comuni.

È questa l’analisi del Rapporto “La pandemia che affama l’Italia. Covid-19, povertà alimentare e diritto al cibo”, lanciato da ActionAid per indagare l’impatto del Covid e quali politiche di contrasto sono state realizzate dal Governo e dagli enti locali e quali risposte solidali dal basso sono nate sui territori.

Corsico, simbolo della povertà alimentare

ActionAid – foto di Alice Grecchi

Caso emblematico degli effetti di lunga durata della crisi scatenata dal Covid19 è quello di Corsico, centro dell’hinterland milanese che già prima dell’emergenza registrava la percentuale più elevata di poveri di tutti i Comuni dell’area. Sono state intervistate un gruppo di oltre 300 famiglie che, grazie anche al sostegno di ActionAid, ricevono aiuti alimentari da parte dell’associazione La Speranza. L’80% di chi richiede aiuto è donna tra i 22 e gli 85 anni, ben il 91% delle donne in età da lavoro è disoccupata. Nei nuclei familiari sono presenti oltre 186 minori sotto i 16 anni. Povertà alimentare significa insufficiente quantità di cibo (non si consumano abbastanza pasti quotidiani) e una dieta inadeguata e poco diversificata (si consuma poca o pochissima verdura, frutta e non si riesce garantirsi un pasto con carne, pesce, pollo ogni secondo giorno). La maggior parte degli intervistati (il 76,85%) ha sofferto di grave insicurezza alimentare: ha dovuto saltare ripetutamente interi pasti per la mancanza di cibo sufficiente. Per la stragrande maggioranza delle famiglie, 135, questo è accaduto più di dieci volte al mese, con punte 20/30 episodi durante il lockdown. Inoltre, quelle stesse famiglie sono scivolate verso la povertà estrema: in 138, un componente ha perso il lavoro durante il lockdown. Si tratta di un quadro allarmante visto che adesso sono 177 su 316 le famiglie prive di reddito da lavoro.

I buoni alimentari e le discriminazioni

ActionAid – foto di Alice Grecchi

Si stima che oltre due milioni di famiglie in Italia scivoleranno nella povertà assoluta a causa del Covid. Queste si aggiungeranno alle 4,6 milioni del 2019. Il Governo ha stanziato 400 milioni di euro da distribuire agli oltre 8000 Comuni italiani per l’erogazione di buoni spesa e/o l’acquisto e distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità, affiancati da risorse aggiuntive dei Comuni. Molte le criticità rilevate nei buoni spesa – criteri di accesso discriminatori, risorse insufficienti, modalità di accesso alla domanda non facilmente fruibili per tutti, tempi di erogazioni in certi casi troppo lunghi – nell’analisi di otto Comuni in tutto il territorio nazionale (Torino, Milano, Corsico, L’Aquila, Napoli, Reggio Calabria, Messina e Catania).

A queste misure statali si sono aggiunte le iniziative di solidarietà alimentare di migliaia di volontari organizzati in associazioni, brigate, gruppi spontanei che in molti casi hanno strutturato e coordinato le attività solidali. ActionAid si è attivata a Corsico e a Napoli per la distribuzione dei beni alimentari e sostenendo il Coordinamento Aurora per l’emergenza Covid-19 a Torino.

Italia come i Paesi più fragili

ActionAid – foto di Alice Grecchi

Secondo la FAO, sono tra 83 e 132 milioni le persone che, a causa degli effetti della pandemia, entro la fine del 2020 si aggiungerebbero ai 690 milioni che nel 2019 hanno sofferto la fame nel mondo. ActionAid ha condotto in centinaia di comunità sparse in 14 Paesi tra Asia e Africa SubSahariana dove ha svolto una ricerca tra agosto e settembre, al fine di analizzare l’impatto del Covid19 sulla vita e sui mezzi di sussistenza delle piccole agricoltrici. L’83% degli intervistati ha subito una forte riduzione del reddito. Oltre il 93% ha confermato che il Covid19 ha fatto calare i risparmi per i bisogni familiari; mentre il 60% ha dichiarato di essersi dovuto indebitare per mangiare. In aggiunta, oltre il 64% delle piccole agricoltrici intervistate ha sottolineato che durante il lockdown le donne e le ragazze hanno subito un aumento delle violenze.

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