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Il Comitato Rossani dà battaglia al Comune di Bari

L'ampio cortile della ex caserma

Continua a restare alta l’attenzione sulla ex caserma Rossani. E’ infatti di poche ora fa l’incontro pubblico sul Progetto di recupero dell’area promosso dalla Circoscrizione Carrassi-San Pasquale, con la partecipazione del sindaco di Bari Michele Emiliano, dell’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro e del Comitato Rossani. E sulla destinazione dell’edificio il Comitato resta molto critico, forte anche dell’opinione degli oltre 3mila baresi che si sono espressi chiedendo la costruzione di un parco, il recupero dei soli immobili principali destinandoli a funzioni pubbliche, spazi sociali e servizi per i cittadini e l’intangibilità della proprietà e dell’uso pubblico dell’area. Ma soprattutto, forte è il “no” alla costruzione di un parcheggio interrato. Quest’ultima richiesta nasce dalla considerazione che un parcheggio significherebbe dare manforte a un sistema di mobilità basato essenzialmente sul trasporto veicolare privato. «Realizzare un ennesimo parcheggio per 800/1.000 posti auto, di per sé attrattore e moltiplicatore di traffico motorizzato privato, nell’area ex caserma Rossani, – ribadisce il Comitato Rossani – vuol dire realizzare un’opera inutile e uno specchietto per le allodole a danno degli stessi residenti. Infatti nel raggio di soli 200 m. sono già presenti 28 garage». Senza contare che mettere l’auto nel nuovo parcheggio “Rossani” costerebbe 1,50 € l’ora e 145 € per gli abbonamenti mensili.

Uno dei progetti di riqualificazione urbana della ex caserma

Si punta dunque ad un parco pubblico, per ripensare ad un sistema di trasporto di persone e merci non “auto-centrico” ma effettivamente multimodale, integrato e sostenibile. «Bisogna operare per catturare quel 60% di spostamenti brevi affinché invece che usare l’auto di proprietà quei cittadini possano ugualmente essere liberi di muoversi usando una pluralità di altre modalità di trasporto», continua il Comitato; e la risposta a questa richiesta c’è e sta nel «riequilibrare il sistema dei trasporti attraverso politiche radicali di mobilità sostenibile e di mobility management finalizzate a limitare l’uso individuale del mezzo privato a motore (e quindi la congestione stradale, l’inquinamento ambientale, i costi individuali e collettivi) e potenziando il trasporto pubblico e collettivo, lanciando sistemi di car pooling, car sharing e di logistica sostenibile (es. cargo-bike), rendendo capillare e sicura la mobilità ciclopedonale integrata con il trasporto ferroviario». E non serve che la Delibera Comunale 756/2011 e lo Studio di Fattibilità allegato parlino di parcheggi “pertinenziali”: la sentenza della Cassazione del 16/11/2011 sul Piano Urbano Parcheggi di Roma ha dichiarato che prima di costruire bisogna stabilire quali unità immobiliari si doteranno di box o posto auto e che quindi non si può supporre semplicemente quanti “parcheggi” verranno venduti. Insomma il timore è che dietro il restyling dell’ex caserma si nasconda un grandissimo business.

Una vista dall'alto dell'area occupata dalla ex caserma

E dopo le proteste, che culminano nella richiesta di revoca di delibera e studio di fattibilità annesso, arrivano le proposte, a partire da un laboratorio di quartiere che raccolga i contributi dei cittadini , dei comitati e delle associazioni per favorire quella che il Comitato Rossani chiama «ri-appropriazione condivisa della città di questo spazio per troppo tempo chiuso e nascosto» e porti a alla creazione di quel polo culturale proposto dall’assessorato al Territorio. E infine, le ultime due proposte: una “public library polifunzionale”, vale a dire una Mediateca Pubblica Regionale e un “supermercato sociale”, «cosa giusta e sacrosanta – conclude il Comitato – in questi periodi di crisi economica/sociale e in controtendenza con la mercificazione spinta e generalizzata».

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