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Il Comitato Legamjonici contro l’inquinamento

La città di Taranto e la sua provincia sono completamente esposte ai rischi degli impianti industriali. Lo afferma in una nota il Comitato Legamjonici, intervenendo in merito all’ordinanza emanata dal sindaco Stefàno, con cui ancora una volta impone all’Ilva di “adeguare gli impianti”. Il comitato nutre perplessità circa la scelta del quesito di riferimento su cui fondare l’ordinanza.

“Il grave incidente che si è verificato all’Ilva – si legge nella stessa nota – conferma che a oggi mancano adeguati e puntuali piani di emergenza esterni degli stabilimenti industriali a rischio. Esistono ritardi nell’applicazione della direttiva Seveso e la popolazione non riceve alcun tipo di informazione e di addestramento per affrontare le possibili conseguenze di tali incidenti”. Anche per questi motivi Legamjonici ha già presentato nell’ottobre del 2011 una petizione al Parlamento Europeo contro il progetto ‘’Tempa Rossa’’ della raffineria ENI di Taranto che aggraverebbe una situazione di rischio già ora a livelli insostenibili. Nella petizione, che sarà integrata in seguito all’incendio all’Ilva, era già stato messo in evidenza come nella provincia di Taranto mancasse uno studio sull’effetto domino, obbligatorio in base alle Direttive 96/82/CE e 2003/105/CE.

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