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Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me

Il governo ha approvato il DDL Legge di Stabilità per gli anni 2013-2015, in vigore apartire dal 1°gennaio 2013. Il testo normativo racchiude disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato e per garantire il pareggio di bilancio per l’anno finanziario 2013.

Una suggestiva immagine notturna del lungomare di Bari

Il DDL  Tra gli obiettivi primari del Decreto, ridurre la spesa delle P.A. (Pubbliche Amministrazioni) anche attraverso un programma di risparmio energetico, basato sulla cosiddetta “operazione cieli bui”. Tuttavia la Commissione Ambiente ha bocciato tre dei quattro commi inseriti originariamente nel provvedimento. Esso, infatti, all’art.7, 25°c. del DDL (“Riduzione di spese delle P.A.) (1), citando un Decreto del presidente del Consiglio, proposto dai ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e delle Finanze, teso al suddetto risparmio e nell’ottica di un ammodernamento dei sistemi di illuminazione urbana e pubblica, sanciva i seguenti quattro “step” di attuazione del programma: spegnimento o affievolimento dell’illuminazione, durante tutte o parte delle ore notturne; individuazione delle aree urbane ed extra urbane in cui poter introdurre la misura, escluse quelle in cui ciò non risulti opportuno, anche per motivi di sicurezza; ammodernamento degli impianti, con sostituzioni tecnologiche, in modo da garantire una maggiore efficienza energetica dei dispositivi.

La Commissione Ambiente, dunque, ha chiesto di attuare solo la parte di programma dedicata alle tecnologie di risparmio energetico e di rendere permanenti le detrazioni del 55% per le spese di efficienza energetica, da estendere al consolidamento antisismico degli edifici.

Ciò nonostante, la causa “pro cieli bui” è molto sentita in Italia e sono diciotto le Regioni che hanno adottato leggi ad hoc. Ma di che si tratta?

Cielo notturno ammirato senza fonti di luce artificiale

“Operazione cieli bui”  Da tempo in Italia esistono associazioni ambientaliste impegnate nella tutela del “cielo stellato”, cioè in azioni volte a contrastare la light pollution (inquinamento luminoso). Ad esempio, l’Associazione Cielo Buio, nata nel 1997 presso l’Osservatorio Astronomico di Brema (MI), intende fronteggiare l’incalzante processo di crisi energetica tramite misure di sviluppo sostenibile locali, l’ottimizzazione della funzionalità dell’illuminazione pubblica, il risparmio dei consumi elettrici, puntando ad un sensibile calo delle emissioni di CO2 e ad una riduzione dell’inquinamento luminoso fino al 40%.

La Puglia, nell’intento di salvaguardare i valori ambientali, ha emanato la L.R.15/05 (Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e risparmio energetico) (2), introducendo misure specifiche in materia ed attribuendo alla Regione funzioni di vigilanza  su Province e Comuni per garantirne il rispetto.

Un esempio di inquinamento urbano da iperilluminazione

A loro volta, le Province, in seno ai piani di protezione della natura e dell’ambiente, devono inserire i piani energetici, di risparmio e di riduzione dell’inquinamento luminoso, così come i Comuni devono adottare il piano per il risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento, devono provvedere all’adeguamento edilizio e devono svolgere attività di controllo sull’osservanza delle dette disposizioni, tramite l’ARPA. Quanto alle sanzioni, chiunque realizzi impianti di illuminazione contrari alle legge è punito, previa diffida a provvedere entro 60 giorni, con sanzione amministrativa da 250 € fino a 1.500 €, per un punto luce in prossimità di impianti ad elevato inquinamento luminoso, fermo restando l’obbligo dell’adeguamento.

La Cassazione  La strada per combattere questa moderna fonte inquinante è impervia, ma la Suprema Corte ha tentato di percorrerla, pronunciandosi sul degrado ambientale da radiazioni luminose, poichè dannose per la salute umana e l’ambiente. In particolare, la sentenza n.3130/08 (3), rappresenta una grande vittoria perché sancisce la responsabilità civile della P.A. per aver realizzato un impianto di illuminazione, adiacente a dei campi adibiti a raccolto, che ne altera i processi di fotosintesi clorofiliana, inibendone lo sviluppo. Si tratta di tutela della “terra”, dunque, e non del cielo, ma la Corte, richiamando l’art.2043c.c. (responsabilità extracontrattuale) (4) che tutela il principio del neminem laedere (non nuocere a nessuno), evidenzia che la P.A., nella realizzazione di un’opera pubblica, deve rispettare sempre tutti gli accorgimenti per evitare danni a terzi, a prescindere dal fatto che essi siano legati al cielo, alla terra, ai mari ecc. In caso contrario scatta il risarcimento del danno per l’ente pubblico e/o gestore delle strade o di altra area urbana o servizio pubblico.

 

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