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iGuzzini: la bioclimatica fa storia

Sede iGuzzini a Recanati, progetto di M. Cucinella: giardino interno

Ad ogni ambiente il suo edificio. Un’idea semplice eppure non così scontata. Per questo oggi ritornano in auge la bioclimatica ed i suoi principi. Ma qual è la novità? Per comprenderne le caratteristiche e toccare con mano i vantaggi in grado di apportare è utile la presa di un modello, come quello offerto dagli edifici di I-Guzzini a Recanati. Strutture che hanno beneficiato delle competenze di “archi-star” del calibro di Mario Cucinella negli anni ’90 fino ad ospitare il primo edificio in Italia ad aver ottenuto il punteggio di certificazione energetica 3.5 rilasciato dall’iiSBE Italia (international initiative for Sustainable Built Environment).

Ad ogni ambiente il suo edificio – Ma facciamo un passo indietro per capire com’è cambiato il modo di costruire. Ci viene incontro il lavoro dell’Ing. Arch. Guido Raffaele Dell’Osso (Politecnico di Bari) “Bioclimatica nel tempo – Architettura e Urbanistica” (clicca per aprire il file pdf): «Per secoli l’architettura – esordisce l’esperto – ha in genere ancorato le proprie scelte, in modo naturale, a soluzioni riferite alle caratteristiche climatiche del sito di insediamento, ai materiali e alle tecnologie più facilmente disponibili sul luogo. La latitudine ha finito per caratterizzare la morfologia ricorrente degli edifici, generando soluzioni attente all’esposizione solare, in grado di favorire la fruizione della radiazione solare nei climi più freddi e, al contrario, di evitare gli effetti del soleggiamento nei climi più caldi». Da qui Dell’Osso continua con il racconto della “standardizzazione del novecento”, che ha visto in edilizia il dominio indefesso di acciaio e calcestruzzo armato, con la creazione di edifici “tutti uguali”. All’epoca «il controllo del microclima interno è stato affidato alle tecnologie impiantistiche sempre più evolute e, peraltro, alimentabili con fonti energetiche ritenute sostanzialmente illimitate per molti anni del novecento».

L'headquarter iGuzzini a Recanati, progettata da M. Cucinella

Bisogna arrivare agli anni ’80 per capire che occorre stringere il rubinetto: «al tema, se vogliamo più banale, della diversificazione delle fonti di energia (postosi per evitare gli effetti della dipendenza da un’unica fonte) si sommano le ragioni dell’emergenza ambientale sempre più evidenti nei molteplici esiti delle emissioni in ambiente». Nell’ultimo decennio del XX secolo si tocca il boom dei concorsi di progettazione in grado di risaltare le caratteristiche bioclimatiche in loco. «Tra gli aspetti più ricorrenti nelle varie proposte metodologiche sono, ovviamente, compresi: uso razionale delle risorse, contenimento dei consumi energetici, utilizzo di fonti rinnovabili di energia, riciclabilità dei materiali, uso di materiali locali, ecc. »

Il modello: cronostoria della bioclimatica – Inizia così anche la storia della struttura di Recanati, non a caso tra i protagonisti della 13a Mostra Internazionale di Architettura a Venezia (in corso fino al 25 novembre 2012). Nella sezione “Architetture del Made in Italy” fanno comparsa i progetti di imprese che negli ultimi quindici anni hanno scelto di costruire le proprie sedi secondo un progetto architettonico d’eccellenza.

Va allora in scena il primo edificio bioclimatico costruito in Italia nel 1997 su progetto dell’architetto Mario Cucinella: la palazzina uffici e direzione iGuzzini, che ancora oggi presenta intatta la qualità di un progetto architettonico d’eccezione.

Il "Laboratorio della luce" (progetto di M. Varratta)

Come confermano i dati del progetto “EULEB – EUropean high quality Low Energy Buildings” (clicca per saperne di più) l’ampliamento progettato da Cucinella per gli uffici e i magazzini fondati negli anni ’70 adottava «innovativi principi della ventilazione naturale che consentono un elevato comfort e una sensibile riduzione dei consumi energetici. Questa configurazione – chiarisce ancora il report di EULEB – permette di assicurare un buon livello di comfort utilizzando il 55% di ventilazione naturale, il 10% di raffrescamento e un 35% di ventilazione meccanica. Di conseguenza i consumi di energia risultano considerevolmente ridotti».

Ma quali sono, in sostanza, i punti di forza del progetto? Prima di tutto l’uso dell’atrio centrale porta luce all’interno dell’edificio, che permette di ventilare gli uffici in modo naturale. Le facciate nord e sud sono trasparenti mentre quelle ad est e ovest sono opache, per distribuire al meglio l’irraggiamento solare; l’uso di ventilazione notturna consente di raffrescare la struttura dell’edificio, ritardando il ricorso al raffrescamento meccanico. Il giardino interno dotato di essenze che variano nella fioritura da stagione a stagione, danno quel tocco in più ad un’architettura in armonia tra uomo e natura.

Ritornando a Venezia non poteva, infine, mancare il “Laboratorio della Luce”, nuova sede bioclimatica dell’headquarter di Recanati firmata dall’architetto Maurizio Varratta. I 7.500mq degli edifici preesistenti vengono recuperati attraverso soluzioni tecniche in grado di apportare migliori prestazioni energetiche, con tagli del 30% rispetto ad edifici simili con tecnologie tradizionali. La sede di iGuzzini si inserisce, infine, tra le best practices aziendali in Italia anche per la presenza del fotovoltaico, capace di alimentare buona parte del ciclo produttivo. L’impianto in questione è realizzato con 6529 moduli fotovoltaici monocristallini, integrato alla copertura dei quattro capannoni produttivi principali e si estende su una superficie di circa 10.600 mq, con una produzione annua pari a 1.934.790 kWh.

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